Monza: Chi decide di fare il cantastorie deve, in pratica, distaccarsi dal proprio paese, dalla ritualità che avvolge i canti epici della propria gente; deve abituarsi a cantare lontano dalle piazze domestiche, confrontandosi con gli spazi metropolitani, con i mezzi di comunicazione di massa dove è assente lo sguardo rassicurante di compaesani e familiari. “Uscire dal siciliano” per Trincale non ha significato rinunciare al “fuoco del dialetto” che, al contrario è rimasto vivissimo; il riadattamento linguistico rientrava in un più ampio progetto di trasformazione della ballata che Trincale, armonizzando le esigenze informative e conoscitive del cantastorie, quelle estetiche del canzonettista e quelle del cantautore militante di sinistra, intende diffondere quale potente strumento di denuncia politica e sociale.
Con le sue ballate Trincale ci trasmette tutto l’entusiasmo di essere al centro della nostra storia, di essere noi a costruirla, a disfarla, a ricostruirla, a cantarle con le nostre voci potenti e le chitarre, facendone, come ha detto lo stesso cantastorie, “esplodere le contraddizioni”.
Per informazioni:
Carmen Figueroa Vargas / Maria Chiara Nicolini
e-mail: monza@lafeltrinelli.it
Ultimi Articoli
Domenico Formichetti porta CASA BLASTER alla Milano Design Week 2026
Benji & Fede tornano il 24 aprile con Oh, Maria! — a ottobre il debutto nei teatri italiani
Polignano a Mare — Si chiude la tre giorni dedicata a Domenico Modugno, tra bande, cinema e memoria condivisa
Triennale Milano apre mostre e incontri per la Milano Design Week 2026
Milano — “Gente di facili costumi” al Manzoni, ritmo vivo e dialoghi che tengono la scena
Triennale Milano apre la Design Week con mostre, incontri e laboratori
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile