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L'Esposizione a Sostanze Chimiche Nelle Attrezzature Antincendio: Il Ruolo dei Forever Chemicals

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Il recente studio condotto dal National Institute of Standards and Technology (NIST) ha sollevato preoccupazioni riguardo all'aumento dell'esposizione ai composti per- e polifluorati, noti come PFAS, nelle attrezzature antincendio indossate dai pompieri. Questo studio è un seguito di ricerche precedenti che hanno identificato la presenza di PFAS nei tessuti delle attrezzature di protezione, chiamate turnout gear, utilizzate dai pompieri.

I Risultati dello Studio NIST

Il primo studio del 2021 ha identificato oltre 20 tipi di PFAS nelle attrezzature antincendio e ha rilevato variazioni nella concentrazione e nel tipo di PFAS a seconda del tessuto utilizzato e dello stress subito. Il recente studio del NIST ha rivelato che queste attrezzature rilasciano maggiori quantità di PFAS quando sono soggette a usura e lacerazioni.

Analisi dei Rischi Legati ai PFAS

Lo studio condotto dal National Institute of Standards and Technology (NIST) ha rivelato risultati significativi che sottolineano l'importanza di valutare attentamente l'uso dei composti per- e polifluorati (PFAS) nelle attrezzature antincendio. I risultati, ottenuti attraverso rigorose metodologie di laboratorio, forniscono una panoramica dettagliata sugli effetti dello stress sul rilascio di PFAS dai tessuti delle attrezzature.

1. Concentrazioni di PFAS Diverse tra i Tessuti

Prima dello stress, è emerso che le concentrazioni di PFAS erano più elevate nei tessuti esterni trattati con rivestimenti idrorepellenti. Ciò suggerisce che le attrezzature antincendio spesso presentano una maggiore presenza di PFAS nelle parti esposte all'ambiente. Al contrario, le concentrazioni erano più basse nello strato termico, che è quello più vicino al corpo del pompiere.

2. Abrasione e Aumento delle Concentrazioni

Il risultato più rilevante è l'effetto dell'abrasione sui tessuti. In seguito allo stress causato da abrasione, si è osservato un aumento significativo delle concentrazioni di PFAS su tutti i tessuti testati. Questo solleva preoccupazioni sulla possibile liberazione di PFAS durante le attività quotidiane dei pompieri, esponendoli a livelli più elevati di queste sostanze chimiche.

3. Effetti di Invecchiamento e Calore sui Tessuti Esterni

Le prove di invecchiamento simulato tramite radiazioni ultraviolette e umidità elevata hanno rivelato un aumento delle concentrazioni di PFAS nei materiali esterni delle attrezzature. Allo stesso modo, il calore ha prodotto un effetto simile. Questi risultati indicano che l'esposizione prolungata alle condizioni ambientali potrebbe aumentare il rilascio di PFAS, contribuendo potenzialmente all'esposizione dei pompieri.

4. Minimo Impatto del Lavaggio

Curiosamente, il lavaggio ha avuto un impatto limitato, e in alcuni casi ha addirittura ridotto le concentrazioni di PFAS. Questo potrebbe essere attribuito al fatto che durante il lavaggio, parte dei PFAS è stata rimossa con le acque reflue. Tuttavia, la variazione nelle concentrazioni dopo il lavaggio solleva ulteriori domande sulla durata dell'efficacia di queste attrezzature nel mantenere la resistenza all'acqua e agli agenti esterni.

In sintesi, gli studi del NIST forniscono un quadro dettagliato sul comportamento dei PFAS nelle attrezzature antincendio sotto varie condizioni di stress. Questi risultati sono fondamentali per comprendere il potenziale rischio di esposizione dei pompieri a sostanze chimiche cancerogene, aprendo la strada a nuove strategie per migliorare la sicurezza delle attrezzature senza compromettere la loro efficacia operativa.

Metodologia dello Studio

Il focus della ricerca si è concentrato sui tessuti utilizzati per pantaloni e giacche delle attrezzature antincendio, analizzando tre strati di materiale: uno strato termico vicino al corpo, una barriera all'umidità e un guscio esterno. Sono state utilizzate quattro tecniche di stress, tra cui abrasione, calore, lavaggio e invecchiamento simulato tramite radiazioni ultraviolette e umidità elevata.

Risultati Chiave

L'abrasione ha dimostrato di aumentare le concentrazioni di PFAS su tutti i tessuti testati. Inoltre, l'invecchiamento e il calore hanno aumentato le concentrazioni di PFAS nei materiali esterni. Curiosamente, il lavaggio ha avuto un effetto limitato, riducendo in alcuni casi le concentrazioni di PFAS, presumibilmente perché alcune sostanze chimiche sono state rimosse nel processo.

Implicazioni per la Sicurezza dei Pompieri

Gli esiti principali dello studio condotto dal National Institute of Standards and Technology (NIST) sulle attrezzature antincendio e l'esposizione ai PFAS presentano risvolti fondamentali per la sicurezza dei pompieri. I risultati chiave mettono in evidenza aspetti critici che richiedono una profonda riflessione e potrebbero influenzare futuri approcci nella progettazione e utilizzo di tali attrezzature.

1. Variazioni nelle Concentrazioni di PFAS tra i Tessuti

Uno dei risultati più rilevanti è la variabilità nelle concentrazioni di PFAS tra i diversi tessuti delle attrezzature antincendio. Prima dello stress, le concentrazioni più elevate si sono riscontrate nei tessuti esterni trattati con rivestimenti idrorepellenti, indicando un potenziale maggiore rilascio di PFAS nelle parti esposte all'ambiente. In contrasto, le concentrazioni erano più basse nello strato termico, il più vicino al corpo del pompiere.

2. Impatto Significativo dell'Abrasione sul Rilascio di PFAS

Un risultato di particolare preoccupazione è l'effetto dell'abrasione sui tessuti delle attrezzature antincendio. Lo stress causato da abrasione ha determinato un aumento significativo delle concentrazioni di PFAS su tutti i tessuti testati. Ciò solleva dubbi sulla possibile esposizione dei pompieri a livelli più elevati di PFAS durante le normali attività di servizio, contribuendo potenzialmente a rischi per la loro salute.

3. Invecchiamento e Calore Aumentano le Concentrazioni di PFAS

Le prove di invecchiamento simulato e l'esposizione al calore hanno mostrato un aumento delle concentrazioni di PFAS nei materiali esterni delle attrezzature. Questi risultati suggeriscono che l'esposizione prolungata alle condizioni ambientali potrebbe contribuire al rilascio continuo di PFAS, aumentando il potenziale rischio per i pompieri nel corso del tempo.

4. Limitato Impatto del Lavaggio sulle Concentrazioni di PFAS

Il lavaggio delle attrezzature antincendio ha avuto un impatto limitato sulle concentrazioni di PFAS, con casi in cui si è verificata addirittura una riduzione. Questo potrebbe indicare che una parte dei PFAS è stata rimossa durante il lavaggio, suggerendo la possibilità di considerare approcci di manutenzione e pulizia per mitigare l'esposizione.

In conclusione, questi risultati chiave del NIST forniscono una panoramica dettagliata sul comportamento dei PFAS nelle attrezzature antincendio. La variabilità nelle concentrazioni tra tessuti e gli impatti differenziati dello stress indicano la necessità di ulteriori studi e considerazioni nella progettazione e selezione delle attrezzature, affinché siano garantiti standard di sicurezza ottimali per i pompieri.

Implicazioni per la Salute e la Sicurezza

Sebbene gli studi del NIST non valutino direttamente i rischi per la salute dei pompieri legati alla presenza di PFAS nelle attrezzature, forniscono dati fondamentali per tossicologi ed epidemiologi. La presenza diffusa di PFAS nelle attrezzature antincendio solleva interrogativi sull'esposizione continua e potenziali rischi per la salute dei pompieri.

Considerazioni: Gli studi del NIST sono stati commissionati dal Congresso, sottolineando l'importanza di affrontare il problema dei PFAS nelle attrezzature antincendio. La variabilità nelle concentrazioni di PFAS tra diversi produttori suggerisce la possibilità di ridurre l'esposizione sostituendo i PFAS con alternative meno tossiche.

In conclusione, mentre l'utilizzo di PFAS nelle attrezzature antincendio potrebbe comportare rischi, è essenziale considerare attentamente questi dati nel contesto delle molte sfide già affrontate dai pompieri. La ricerca fornisce una base per valutare i costi e i benefici dell'uso di PFAS nelle attrezzature antincendio.

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Glossario

  • PFAS (Per- e Polifluorati): Composti chimici che includono perfluorocarburi e polifluorocarburi, noti per la loro resistenza a olio, acqua e macchie. Presenti in molteplici prodotti, compresi tessuti antincendio, cibo, e utensili da cucina antiaderenti.
  • Forever Chemicals: Il termine "Forever Chemicals" è comunemente utilizzato per riferirsi ai composti per- e polifluorati (PFAS). Questa denominazione deriva dalla loro caratteristica di persistenza nell'ambiente, poiché essi non si degradano facilmente nel corso del tempo. Gli PFAS sono noti per rimanere nell'ambiente per periodi estremamente lunghi, contribuendo alla loro denominazione di "sostanze chimiche eterne".
  • Attività Antincendio: Si riferisce alle operazioni di soccorso e prevenzione degli incendi, inclusa l'impiegabilità delle attrezzature antincendio durante queste attività.
  • Stress dei Tessuti: Le condizioni artificiali applicate ai tessuti delle attrezzature antincendio, come abrasione, calore, lavaggio e invecchiamento simulato, per valutare il rilascio di PFAS.
  • Invecchiamento Simulato: Processo di esposizione dei tessuti a fattori come radiazioni ultraviolette e umidità elevata per simulare l'invecchiamento naturale nel tempo.
  • Rivestimento Idrorepellente: Trattamento applicato ai tessuti esterni delle attrezzature antincendio per renderli resistenti all'acqua.
  • Concentrazioni di PFAS: Quantità di per- e polifluorati presenti nei tessuti delle attrezzature antincendio, misurate in termini di quantità chimiche.
  • Esposizione Continua: Riferimento alla costante presenza e possibile assorbimento di PFAS da parte dei pompieri durante l'utilizzo delle attrezzature antincendio nel corso del tempo.
  • Resistenza Ambientale: La capacità delle attrezzature antincendio di mantenere le loro caratteristiche di resistenza a olio, acqua e agenti atmosferici.
  • Normative Ambientali: Leggi e regolamenti che disciplinano il controllo e la gestione delle sostanze chimiche nell'ambiente, incluso l'uso di PFAS.
  • Salute Occupazionale: Studio delle condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, inclusi i rischi derivanti dall'esposizione a sostanze chimiche potenzialmente dannose.
  • Polifluorati: Questo termine si riferisce a una classe di composti chimici che contengono diversi atomi di fluoro. Nel contesto dei PFAS, i polifluorati sono una categoria specifica di sostanze chimiche che possono essere utilizzate in vari prodotti a causa delle loro proprietà idrorepellenti.
  • Acque Reflue: Le acque reflue sono le acque usate provenienti da attività umane, come impianti industriali, agricoltura o uso domestico, che contengono impurità o sostanze disciolte. Nel contesto del lavaggio delle attrezzature antincendio nello studio del NIST, il termine si riferisce alle acque di scarico generate durante il processo di pulizia.
  • Idrorepellenti: Gli idrorepellenti sono sostanze chimiche o trattamenti applicati a materiali tessili o superfici che li rendono resistenti all'acqua, impedendo l'assorbimento di umidità. Nei tessuti delle attrezzature antincendio, l'idrorepellenza è spesso introdotta per mantenere la leggerezza e la funzionalità dell'abbigliamento.
  • Epidemiologi: Professionisti della salute pubblica specializzati nello studio degli schemi di malattie, inclusi fattori di rischio, distribuzione e impatto sulla salute delle popolazioni umane. Negli studi relativi ai PFAS, gli epidemiologi analizzano le correlazioni tra l'esposizione a tali sostanze chimiche e l'incidenza di malattie.
  • Tossicologi: Esperti nella scienza delle tossicologie, che studia gli effetti delle sostanze chimiche sugli organismi viventi. Nel contesto dello studio NIST, i tossicologi esaminano gli effetti potenziali dell'esposizione ai PFAS sul corpo umano, valutando i rischi per la salute.
  • Radiazioni Ultraviolette: Un tipo di radiazione elettromagnetica con lunghezze d'onda più brevi di quelle della luce visibile. Nello studio NIST, le radiazioni ultraviolette sono utilizzate per simulare l'invecchiamento dei tessuti delle attrezzature antincendio, esponendoli a condizioni che imitano l'esposizione alla luce solare nel corso del tempo.