image cover media

Abbiamo sempre sbagliato sul perché Marte è rosso?

2.7K visualizzazioni

Il colore inconfondibile di Marte potrebbe raccontare una storia diversa da quella che abbiamo sempre creduto. Secondo un nuovo studio basato sui dati raccolti dalle missioni spaziali dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA, combinati con esperimenti di laboratorio innovativi, il Pianeta Rosso si sarebbe ossidato molto prima di quanto si pensasse, in un'epoca in cui l'acqua liquida era ancora abbondante sulla sua superficie.

Il mistero della ruggine marziana

Marte deve la sua tonalità rossastra agli ossidi di ferro presenti nella sua polvere. Finora si riteneva che questi composti si fossero formati attraverso reazioni con l'atmosfera marziana in condizioni estremamente aride, avvenute nel corso di miliardi di anni dopo la scomparsa dell'acqua. Tuttavia, un'analisi approfondita delle osservazioni satellitari e degli esperimenti di laboratorio ha rivelato che la polvere marziana è più compatibile con la ferriidrite, un tipo di ossido di ferro che si forma rapidamente in presenza di acqua fredda.

Un nuovo paradigma

La scoperta suggerisce che Marte si sia "arrugginito" molto prima di quanto ipotizzato, quando la sua superficie ospitava ancora laghi e fiumi. "Abbiamo cercato di creare una replica della polvere marziana in laboratorio, utilizzando diversi tipi di ossidi di ferro", spiega Adomas Valantinas, ricercatore postdoc alla Brown University e autore principale dello studio. "Abbiamo scoperto che la ferriidrite mescolata con basalto, una roccia vulcanica, corrisponde meglio ai minerali osservati dalle sonde spaziali."

Questa scoperta cambia la nostra comprensione della storia climatica di Marte e solleva nuove domande sulla sua abitabilità passata. Se la ferriidrite si è formata in condizioni umide e fredde, significa che il pianeta ha mantenuto ambienti potenzialmente ospitali per la vita per un periodo più lungo di quanto immaginato.

L'importanza delle missioni spaziali

I dati per questa ricerca provengono da una combinazione di osservazioni satellitari e analisi sul campo effettuate dai rover marziani. La sonda Mars Express dell'ESA ha confermato la presenza di minerali ricchi di acqua anche nelle regioni più polverose del pianeta, mentre il Trace Gas Orbiter (TGO) ha permesso agli scienziati di determinare la composizione e la dimensione delle particelle di polvere con un dettaglio senza precedenti. Anche le misurazioni effettuate dai rover della NASA, tra cui Curiosity e Perseverance, hanno contribuito a consolidare l'ipotesi della ferriidrite.

Il futuro della ricerca

Questa scoperta apre la strada a nuove indagini sulla storia di Marte e sulle condizioni ambientali che potrebbero aver supportato forme di vita microbica. "Aspettiamo con impazienza i risultati delle prossime missioni, come il rover Rosalind Franklin dell'ESA e il programma di ritorno campioni della NASA-ESA", aggiunge Colin Wilson, scienziato responsabile della missione TGO. "Quando potremo analizzare i campioni di polvere marziana direttamente nei laboratori terrestri, avremo una comprensione ancora più precisa della storia dell'acqua su Marte e delle sue implicazioni per la vita."

Per ora, il mistero del Pianeta Rosso continua a essere oggetto di studio e di fascino, con ogni nuova scoperta che ci avvicina un po' di più alla verità.

Glossario

  • Ferriidrite: Tipo di ossido di ferro idratato che si forma rapidamente in presenza di acqua.
  • Basalto: Roccia vulcanica comune sulla Terra e su Marte, ricca di minerali ferrosi.
  • Trace Gas Orbiter (TGO): Sonda dell'ESA progettata per analizzare la composizione dell'atmosfera marziana e studiare la superficie del pianeta.
  • Mars Express: Missione dell'ESA in orbita attorno a Marte dal 2003, dedicata all'analisi geologica e atmosferica del pianeta.
  • Curiosity: Rover della NASA atterrato su Marte nel 2012 per esplorare il cratere Gale e analizzare la sua storia geologica.
  • Perseverance: Rover della NASA atterrato su Marte nel 2021, progettato per cercare segni di vita passata e raccogliere campioni per future missioni di ritorno sulla Terra.