NORAH JONES “FEELS LIKE HOME”

Quando Norah Jones (nata a New York City nel 1979, cresciuta a Grapevine, Texas, un sobborgo di Dallas, per poi trasferirsi a New York nel 2000) pubblicò nel febbraio 2002 il suo disco d’esordio, “Come Away With Me”, su etichetta Blue Note Records, l’allora artista ventiduenne non immaginava nemmeno lontanamente che il suo album sarebbe stato un best-seller. In effetti, non aveva grandi aspettative. "Preferisco non avere aspettative troppo alte, perché così, se le cose vanno per il verso giusto è una bella sorpresa davvero" racconta la Jones dagli Sear Studios di New York dove lavora ai mixaggi finali del suo nuovo album.

E come abbiamo visto, la Jones ha avuto molte sorprese. Il grande successo “Come Away With Me” è stato vincitore di vari Grammy, di alcuni dischi di platino e le ha aperto le porte in tutto il mondo permettendole di esibirsi insieme alla sua band. Il suo produttore Arif Mardin ha l’impressione che il cd sia stato un punto di svolta. "La gente era pronta per una musica così sentita," dice, mentre lavora con la Jones ai mixaggi. "Norah rappresenta l’avanguardia di un tipo di musica pop diverso di cui il pubblico sente un fortissimo bisogno. In questo particolare momento il pubblico è alla ricerca di artisti autentici”.
Norah Jones ritorna al genere capace di toccare il cuore con l’attesissimo “Feels Like Home”, il suo nuovo album Blue Note. Il lavoro presenta ancora una volta la cantante-autrice-pianista assieme al produttore Arif Mardin, al tecnico del suono Jay Newland e all’affiatatissima band dei tour.

La Jones ha scritto diversi brani di suo pugno e con il coautore Lee Alexander, ha raccolto altre canzoni fra i compagni della band e gli amici e offre inoltre tre cover: "Be Here To Love Me" di Townes Van Zandt, "The Long Way Home" di Tom Waits e Kathleen Brennan e "Melancholia" di Duke Ellington per la quale ha scritto il testo dandole il nuovo titolo "Don't Miss You At All."

Il cd è stato registrato in due sessioni. Lo scorso aprile, la Jones e la sua band si riunirono in uno studio fuori New York per lavorare alle nuove canzoni, fra cui alcune di quelle che già suonavano in concerto. Dopo un lungo tour estivo negli States si ritrovarono tutti a New York City per riprendere le tracce già incise, lavorare su vari arrangiamenti provati durante il tour e aggiungere nuovi brani.

Nel disco, la Jones suona il pianoforte, il piano elettrico Wurlitzer e il pump organ e presenta il suo gruppo più stretto, costituito dai chitarristi Adam Levy e Kevin Breit, dalla corista Daru Oda, dal bassista Lee Alexander e dal batterista Andrew Borger. Fa parte della squadra anche una lista selezionata di ospiti fra cui Dolly Parton, il batterista Levon Helm e l’organista/fisarmonicista Garth Hudson di The Band, i chitarristi e amici di lunga data Jesse Harris e Tony Scherr, il batterista Brian Blade e il tastierista Rob Burger.

Mardin ha fornito la supervisione alla produzione e ancora una volta ha potuto osservare il magico modo di lavorare della Jones. "Queste canzoni nuove sono state un viaggio meraviglioso. Questo album non parla di sintetizzatori o computer. Parla di Norah al naturale. Lei non ha bisogno di correzioni di tono.
E’ sempre intonata e la sua voce è toccante. Milioni di persone in tutto il mondo possono sentire le stesse emozioni."

Come nel primo album, la Jones colora la musica di “Feels Like Home” con tinte country, pop e jazz. A differenza dell’atmosfera calma, simile a una ballata di “Come Away with Me” (che lei una volta ha caratterizzato come "morbida”), per il nuovo album Jones ha scelto un ritmo diverso, che potesse riflettere l’evoluzione vissuta attraverso le sue performance dal vivo. "Sono molto fiera del mio primo disco, ma ero pronta per qualcosa di diverso," spiega, e poi aggiunge scherzosamente, "Stavolta non è più così soft. Ma ha ancora un ritmo abbastanza lento."

Il primo singolo del cd, "Sunrise," ha un carattere luminoso, esuberante ed è scritto a quattro mani dalla Jones e da Alexander. "Negli ultimi due anni abbiamo scritto molto insieme," dice Norah Jones "alla fine abbiamo trovato il nostro modo migliore di lavorare insieme".

Il pezzo di Borger-Oda "Above Ground" gioca con tinte funky e mette i brividi con splendide voci armoniose. "Abbiamo suonato questa canzone per la prima volta in aprile e le prove hanno finito col diventare l’incisione definitiva! Sono felice che Jay l’abbia registrata!" .
Il contributo di Levy, "In the Morning," presenta una Jones che si spinge oltre la zona dolce con un lamento blues e un assolo al Wurlitzer. "Beh, un pezzo che ci fa uscire di testa”"dice con un sorriso. " In effetti, è stato uno dei brani che abbiamo suonato fin dall’inizio della nostra carriera".

Uno dei pezzi forti più movimentati dei concerti di Jones & C., lo scatenato "Creepin' In" di Alexander ,per poco non rimaneva fuori da “Feels Like Home”. Ma dopo esser stata invitata a Nashville a cantare con Dolly Parton ai Country Music Awards del 2003, Jones si è decisa a chiedere un favore alla cantante country: un duetto con lei per questa canzone dal sapore bluegrass. "Abbiamo invitato Dolly per sentire se le sarebbe piaciuto cantare nel nostro album e lei ha detto di sì," racconta Jones. "Eravamo talmente agitati quando è venuta in studio. Non volevamo solo registrare la sua voce. Volevamo suonarla con lei. Lei è arrivata e ha dato il massimo. E’proprio meravigliosa e Kevin fa un grandissimo assolo."

Altrettanto eccitante per Jones è stata la partecipazione del batterista Levon Helm e del fisarmonicista/organista Garth Hudson. Da grande fan dei The Band, ha voluto coinvolgere la coppia per contribuire a trovare la forma definitiva di "What Am I to You", una sua canzone che era già stata incisa in precedenza ma che mancava di qualcosa. "Ci sono riusciti al secondo tentativo," dice "cosa straordinaria, perché avevano appena imparato la canzone. E’ stato davvero speciale. Sono dei grandi."

La collezione contiene diversi altri pezzi originali della band, fra cui due perle a ritmo lento con Harris alla chitarra: la malinconica "Carnival Town" di Jones e Alexander e la poetica “Those Sweet Words” di Alexander e dell’amico e cantautore Richard Julian. La Jones e Alexander hanno collaborato anche ad un altro brano favorito dei concerti, il leggero "Toes"; Breit ha contribuito con lo sketch caratteriale "Humble Me", e Jones ha scritto "The Prettiest Thing" in collaborazione con Alexander e Julian.

Per quanto riguarda le cover, la Jones interpreta "Be Here To Love Me" di Townes Van Zandt che, come ci tiene a sottolineare, contiene la “parte di chitarra di Adam Levy che preferisco nell’album”. Originariamente, aveva scelto questa musica per accelerare il ritmo del CD. “Ma poi abbiamo finito per rallentarlo” dice. “Garth è straordinario alla fisarmonica e Kevin, Adam e Daru hanno fatto le voci del coro.”Poi si affretta ad aggiungere: “E’ una grande canzone. Adoro Townes".

La Jones è anche ammiratrice di Tom Waits, la cui canzone "The Long Way Home" (scritta a quattro mani con la moglie Kathleen Brennan) compare nell’album trascinata da una melodia al basso in stile Johnny Cash. "Incontrai Tom e Kathleen a un suo concerto. Tom mi chiese se avevo ascoltato i demo che mi aveva mandato," racconta la Jones. "E io non sapevo nemmeno che mi avesse mandato qualcosa, ma gli assicurai che li avrei rintracciati". Così fece, e quello che sentì le piacque molto, ma inizialmente era riluttante a inciderlo. "Abbiamo suonato un paio delle sue canzoni in concerto, ma era difficile perché mi piacciono tanto le sue versioni originali. Sono una sua grandissima fan. Così abbiamo deciso di registrare il più possibile come lui."

“Feels Like Home” contiene anche una canzone che Jones elaborò quattro anni fa. Aveva scritto le parole per il brano strumentale di Duke Ellington "Melancholia", ne aveva registrato un demo e da allora l’ha presentata regolarmente ai suoi concerti. Ha deciso di registrarla per il nuovo disco (come "Don't Miss You At All") specialmente perché al presidente della Blue Note Bruce Lundvall piace moltissimo. "Non sono partita con l’idea di scrivere testi per questo pezzo," dice. "Il solo pensiero di metter mano a una composizione di Ellington mi spaventava. Ma d’altra parte ne ero stata anche ispirata."

L’ispirazione è il nucleo di “Feels Like Home”. Pur avendo affrontato l’incisione del disco successivo a Come Away With Me con lo stesso senso di integrità musicale, la Jones ci tiene a specificare che non era sua intenzione replicarne il successo a tutti i costi. “Sono felice che il mio album sia piaciuto al pubblico. Parlava di ciò che ero, musicalmente, in quel momento. Questo parla invece di come sono adesso. Per me un disco dev’essere così: come una fotografia. Ci siamo divertiti follemente a fare questo disco".

Silvia Danielli
Parole & Dintorni
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