IRAQ: BUSH GUADAGNA VOTI, RESTA MINACCIA VETO

WASHINGTON - Anche il Pakistan sarebbe orientato a votare si' alla nuova risoluzione dell’Onu sull’uso della forza per disarmare l’Iraq. E, a questo punto, manca solo un voto per raggiungere i 9 necessari per essere approvata. Lo afferma la Cnn, citando fonti dell’Amministrazione americana. Dei 6 cosiddetti Paesi indecisi del Consiglio di Sicurezza, Angola, Camerun, Guinea e ora Pakistan avrebbero assicurato il loro voto, mentre Cile e Messico sarebbero ancora esitanti. Continua a non essere chiaro, pero', su quale testo (e su quale scadenza d'ultimatum) ci sia accordo. Inoltre, resta la minaccia di un veto da parte di Francia e Russia, che impedirebbe, comunque, alla risoluzione di essere approvata.

E il presidente George W. Bush insiste: vuole votare presto, comunque entro la fine della settimana, anche se l’ultima versione, non ancora definitiva, del testo è stata appena distribuita ai Paesi del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Bush ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Putin. Rimangono differenze di approccio sulla crisi irachena, ma i due leader hanno "rilevato con soddisfazione" la prosecuzione di "un dialogo permanente" tra Mosca e Washington.

BERLUSCONI, ESILIO SADDAM SOLUZIONE MERAVIGLIOSA
LONDRA - Il premier Berlusconi, dopo aver definito la situazione irachena molto preoccupante, ha detto che sara' fatto di tutto per evitare l’intervento, che sono in corso tentativi per esiliare Saddam e che il presidente Bush è il primo a non volere la guerra.
Intanto arrivano le sei condizioni che Londra propone per giudicare se il rais di Baghdad stia cooperando o meno con le Nazioni Unite: Saddam Hussein deve dichiarare davanti alla televisione irachena di voler rinunciare alle sue armi di distruzione di massa.

Le condizioni, come le ha definite oggi il ministro degli Esteri Jack Straw, dovrebbero essere incluse -secondo Londra- in una nuova risoluzione delle Nazioni Unite. Tra queste c'è la richiesta di permettere a 30 scienziati iracheni chiave di recarsi a Cipro per essere intervistati dagli ispettori delle Nazioni Unite.

Londra chiede anche la distruzione ''immediata'' di 10.000 litri di antrace e altri materiali chimici e biologici ed insiste che Baghdad deve fornire spiegazioni sul drone, l’aereo telecomandanto scoperto dagli ispettori e non dichiarato.