Al Pentagono la definiscono "colpisci e terrorizza". È lo stesso segretario della Difesa Usa, Domnald Rumsfeld, a precisarlo mentre informa le truppe nella notte che "le cose procedono al meglio". È scattata così - da cielo e terra - la fase più violenta della campagna irachena. Una pioggia di missili Cruise, ma anche i Tomahwk britannici, si è abbattuta questa notte sull’Iraq in uno scenario di guerra combattuta su più fronti.
E contemporaneamente all’avanzata delle truppe di terra. Dal Kuwait innanzitutto, dove l’intervento potrebbe essere stato accelerato rispetto ai disegni strategici angloamericani dopo la conferma di quasi 30 pozzi di petrolio in fiamme.
Già nella serata di ieri era giunta la conferma della conquista di Umm Qasr, a 50 chilometri a sud di Bassora e della prima resa di soldati iracheni. In queste ore filtrano notizie invece di resistenza da parte dell’esercito iracheno a Sud, dove la terza divisione di fanteria (una colonna di 10mila mezzi corazzati che viaggia a 40 km/h) era inizialmente avanzata senza trovare nei primi 40 chilometri alcuna opposizione, ma anzi soldati iracheni con le braccia alzate e stracci bianchi sulle loro vetture.
Ed è arrivata la confema delle prime vittime fra le forze angloamericane: 12 militari britannici e quattro americani i morti nella caduta di un elicottero dei Marines nel deserto del Kuwait. "Stiamo ancora indagando sull’incidente - ha aggiunto - ma rapporti preliminari indicano che non è dovuto a fuoco ostile". l’elicottero CH-46E si è schiantato stamani circa 16 km a sud del confine tra Kuwait e Iraq.
Ma giungono anche testimonianze su bombardamenti e combattimenti a Nord dell’Iraq. Ancora un'ora fa tre esplosioni hanno scosso la zona di Mossul, la più grande città irachena settentrionale ma tutta la notte è stata segnata da deflagrazioni e traccianti.
Mentre il Pentagono conferma l’acquisto di foto satellitari commerciali per garantire il maggior numero di informazioni alle proprie truppe, Saddam è riapparso in Tv dopo i bombardamenti della notte per ribadire la resistenza cui è pronto il popolo iracheno. Ma, ancora una volta, ci sono seri dubbi sulle immagini trasmesse, che lo ritraggono col suo gabinetto. In queste ore si è tornati a parlare della possibilità che il Rais sia rimasto vittima con i figli in un edificio colpito ieri, nella prima notte di bombardamenti.
A sostenerlo fonti dell’intelligence americana, riferite dall’agenzia AP, secondo cui dopo il bombardamento sarebbe stato chiesto l’intervento di sanitari per la famiglia Hussein, i cui palazzi sono stati colpiti ieri sera come alcuni sedi ministeriali.
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