ROMA - Si allunga l’ elenco di vittime americane - ormai 338 - in Iraq, dove le forze armate statunitensi sono state nuovamente bersaglio di imboscate. Tutto questo mentre il Pentagono, riferisce il Washington Post, elabora un piano per la riduzione progressiva - nell’ arco di tre anni - della presenza dei soldati americani in Iraq. E mentre, poi, il New York Times svela l’esistenza di un rapporto che, con parecchio anticipo sui tempi, aveva anticipato i problemi che gli americani e le altre forze militari della coalizione avrebbero dovuto fronteggiare in Iraq.
Ancora una volta per portare i loro attacchi ai militari della coalizione è stata scelta la zona di Kirkuk, la citta' petrolifera nel nord del Paese. Due i militari morti - un terzo è stato ferito - a causa di un attacco compiuto contro un convoglio americano utilizzando armi anticarro e leggere. I soldati morti appartenevano, come quello ferito, alla quarta divisione di fanteria, dispiegata a Kirkuk.
A Falluja, una delle localita' del 'triangolo sunnita', un altro convoglio americano, adibito al trasporto di munizioni, è caduto in un' imboscata di guerriglieri. Nel corso dell’ attacco - che ha visto la reazione dei soldati americani - agenti della polizia irachena hanno posto in stato di fermo un fotografo dell’ Afp e un cameraman della Reuters che stavano riprendendo le fasi dell’ imboscata. In un altro attacco, sempre a Falluja, la reazione dei soldati americani agli assalitori ha lasciato sul terreno un iracheno ucciso. È accaduto quando le truppe americane hanno cercato di rimorchiare uno dei carri oggetto della prima imboscata.
Il bilancio della giornata deve registrare altre vittime di guerra. Nella regione di Baaquba, a nord ovest di Baghdad, due iracheni sono morti e almeno altri 15 sono rimasti feriti nell’ esplosione di un ordigno che alcuni poliziotti cercavano di disinnescare. l’incidente è avvenuto a Dali Abbas, un villaggio situato a circa 60 km a nord di Baaquba. Quando gli agenti hanno scoperto l’ordigno hanno tentato di neutralizzarlo mentre intorno a loro si andava riunendo una piccola folla, che è stata investita dall’ esplosione accidentale.
Baaquba è una delle localita' comprese nel cosiddetto 'triangolo sunnita', dove è forte la resistenza contro le truppe d'occupazione americane. Che, stando alle prime indiscrezioni che filtrano dal Pentagono, dovrebbero ridimensionare nei prossimi mesi, la loro presenza, passando dalle attuali 130 mila unita' alle 50 mila che vi sarebbero dispiegate nel 2005. Secondo il Washington Post, il piano (che non ha ancora il ''luce verdè' da parte del ministro della Difesa, Donald Rumsfeld) prevede il progressivo passaggio dei compiti oggi svolti dagli americani a forze irachene o, eventualmente, a militari di altre Nazioni. Per il WP, il piano dovrebbe portare a due risultati: il primo, quello di restituire fiducia ai militari in Iraq fissando nuove quote per la loro presenza nell’ immediato futuro parametri per una scadenza; il secondo, sganciare unita' oggi impiegate nel Paese meio-orientale per renderle disponibili al dispiegamento in altre aree di crisi nel mondo. Secondo il Times, lo studio del Dipartimento di Stato aveva previsto molti dei problemi che si stanno registrando in Iraq. Lo studio, dice il Times, avrebbe previsto con esattezza tutto: saccheggi, attentati ai sistemi idrici ed elettrici e, quindi, difficolta' per il loro ripristino; infiltrazione di gruppi terroristici; passivita' della popolazione irachena.
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