LANDSTULH -- Emergono i primi, confusi ricordi, dalle testimonianze dei superstiti dell’attacco che ha colpito, domenica, un elicottero statunitense in Iraq. Le testimonianze raccolte mercoledì da due soldati non contribuiscono a dipanare il mistero. I militari, infatti, non sono in grado di confermare cosa abbia colpito il mezzo su cui stavano viaggiando.
"Ho sentito un rumore basso, grave, quindi ho avvertito lo scoppio, potentissimo. Ho appena potuto realizzare che l’elicottero stava cadendo prima di chiudere gli occhi e iniziare a pregare", rievoca il sergente Christopher Nelson, intervistato nel Centro medico militare del Landstuhl, in Germania. Il sergente Nelson ha riportato la frattura della caviglia e dell’anca.
"Devo ammettere di non essere in grado di ricostruire cosa è avvenuto dopo che siamo stati colpiti: sono rimasto tramortito e mi sono svegliato sul terreno, in mezzo a un mucchio di rottami. Le persone che erano venute a soccorrermi, comunque, mi tranquillizzavano".
Il bilancio ufficiale dell’attacco all’elicottero statunitense, modello "Chinook", avvenuto nei pressi della città di Fallujah, recita 15 morti e 27 feriti. La località è famigerata presso le truppe della Coalizione, essendo uno dei punti di forza della resistenza anti-americana.
I testimoni riferiscono che sarebbe stato un missile a colpire il mezzo, ma mancano conferme. l’elicottero stava trasportando truppe che andavano in licenza.
Un altro sopravvissuto, il sergente Raymond Mont-Littlefield, descrive una situazione simile a quella raccontata dal suo commilitone. "Ho sentito un'esplosione sorda, dopo di che, il mezzo ha iniziato a perdere quota. Ho perso coscienza subito dopo e mi sono risvegliato in un letto di ospedale". Entrambi i soldati confermano: sono pronti a tornare negli scenari di battaglia non appena si saranno rimessi.
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