NEW YORK - Al-Qaida sta aumentando gli sforzi per cercare di lanciare un «attacco su larga scala» contro gli Usa, per condizionare la campagna elettorale per la Casa Bianca: lo ha detto il ministro della sicurezza interna Tom Ridge, in una conferenza stampa.
Ridge ha sottolineato che l’amministrazione Bush non vuole per il momento alzare il livello di allerta antiterrorismo, ma ha dato disposizione di «rafforzare le misure di sicurezza» in tutto il Paese e in particolare a New York e Boston, le città che ospiteranno le convention politiche nelle prossime settimane.
Il ministro ha spiegato che non ci sono indicazioni specifiche su tempi, luoghi e modalità di un possibile attacco, ma che esistono informazioni «credibili» sul fatto che al-Qaida lo stia preparando. Ridge ha citato l’Italia, insieme a Gran Bretagna e Giordania, tra i Paesi nei quali sono state raccolte informazioni importanti, nel corso di operazioni con arresti di estremisti islamici.
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Gli 007 di Washington ne sono convinti. Il piano di un nuovo devastante attacco all’America li vede riuniti nel loro rifugio, genericamente localizzato sui monti al confine tra Afghanistan e Pakistan. Osama bin Laden e il suo braccio destro Ayman al-Zawahiri lo stanno limando, definendo i dettagli, forti di un esercito integralista votato al martirio con un raggio d'azione che non conosce confini. Il bersaglio -o i bersagli- possibili (sistemi di trasporto, edifici simbolici, impianti nucleari) non sono conosciuti. Solo l’obiettivo dell’attentato è noto. Ed è strategico: influenzare il voto alle presidenziali di novembre con un attacco contro l’America che sia degno dell’11 settembre e in grado di radere al suolo le speranze di George Bush di essere confermato alla Casa Bianca. Secondo fonti di intelligence ritenute affidabili dalla Cnn, il grande attentato in preparazione all’interno dei confini nazionali americani -confermato ieri dallo stesso segretario per la sicurezza americana Tom Ridge- è stato deciso dallo stesso leader di al Qaeda.
Con obiettivi politici precisi. "Abbiamo ricevuto rapporti credibili di attentati su vasta scala che mirano a colpire il processo democratico del nostro Paese, sulla base di informazioni ottenute dai militanti arrestati in Inghilterra, Giordania e Italia" ha spiegato Tom Ridge, denunciando di fatto "la situazione più preoccupante dall’11 settembre ad oggi" per gli Stati Uniti. "Sappiamo che hanno i mezzi per agire, ha aggiunto Ridge, scontrandosi tuttavia con quanti - nel partito Democratico- hanno visto nell’allarme lanciato dallo Zar dell’antiterrorismo una possibile strumentalizzazione elettorale.
Ridge ha infatti smentito che vi sia una concreta preoccupazione per le due convention, quella democratica di Boston in programma a fine luglio e quella repubblicana di New York a fine agosto, e in vista delle presidenziali del 2 novembre prossimo. Inoltre se il dipartimento della Difesa ha disposto un potenziamento delle misure di prevenzione, è anche vero che il livello di allarme non è stato fatto scattare al colore arancione e resta per ora fermo al giallo.
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