Almeno 25 persone sarebbero morte e una sessantina rimaste ferite in seguito all’esplosione di uno o due colpi di mortaio lanciati da sconosciuti sulla moschea di Kufa, località distante circa 4 chilometri da Najaf, la città dell’Iraq meridionale nella quale è asserragliato da quasi tre settimane il predicatore radicale sciita Moqtada al Sadr con le sue milizie armate.
L’esplosione ha investito alcune centinaia di persone che stavano per intraprendere una marcia verso Najaf, come chiesto ieri a tutta la popolazione irachena dal grande ayatollah Ali Husaini al Sistani, che nel frattempo, alle 7:30 del mattino (ora locale) ha lasciato Bassora " dove ha pernottato dopo essere rientrato da Londra via Kuwait City " dirigendosi con un’ingente scorta di polizia verso Najaf. Qui alle prime luci dell’alba l’aviazione e l’artiglieria statunitensi hanno lanciato un intenso attacco, colpendo posizioni presidiate dai miliziani fedeli ad al Sadr.
Sale comunque in città la tensione in attesa del ritorno dell’ayatollah Sistani, evento difficile da interpretare in funzione dei gravi episodi bellici che negli ultimi 20 giorni hanno interessato la città sacra a tutti gli sciiti, con epicentro nell’antico mausoleo dell’Imam Alì e nel grande cimitero a esso vicino.
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