SOMALIA: La creazione di una forza di pace africana che intervenga in Somalia è stata autorizzata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Lo riferiscono alcune agenzie internazionali di stampa (l’americana Associated Press e la francese Afp) in una risoluzione che, almeno secondo l’Afp, sarebbe stata approvata all’unanimità dal Consiglio e nella quale si introduce anche un’eccezione all’embargo alle armi imposto dall’Onu alla Somalia nel 1992.
L’embargo rappresentava infatti il principale ostacolo ’formale’ al dispiegamento di una missione già approvata dall’Igad (l’organismo regionale del Corno d’Africa) e dall’Unione Africana (Ua). Il Consiglio ha spiegato l’eccezione all’embargo sottolineando il fatto che il divieto esistente da 14 anni viene regolarmente violato, al punto che la Somalia adesso è di nuovo in preda al caos. Il testo è stato redatto da Stati Uniti, aiutati dai tre paesi africani che siedono al Consiglio, la Repubblica del Congo, il Ghana e la Tanzania. La risoluzione prevede un progetto di dispiegamento di una forza con mandato dell’Ua e composta da circa 8000 uomini forniti dai paesi che aderiscono all’Igad.
Se il governo di transizione somalo (riconosciuto internazionalmente, ma con scarsissimo controllo del territorio) ha sempre chiesto l’invio di una forza internazionale per riportare l’ordine nel paese, le Corti Islamiche (una sorta di governo parallelo, seppur non riconosciuto, che amministra l’autorità su gran parte dei territori meridionali e centrali della Somalia) si sono sempre fermamente opposte all’invio nel paese di una forza militare africana. Le Corti, infatti, hanno spiegato di ritenere un’eventuale missione Igad, nient’altro che una copertura istituzionale a un’operazione militare della vicina Etiopia, la quale avrebbe, sempre secondo le Corti, mire espansioniste in Somalia. I tribunali islamici hanno detto recentemente che l’invio di una missione africana sarebbe stato raccolto come una dichiarazione di guerra.
“Se verrà tolto l’embargo e inizierà una guerra, chiederemo agli islamici di tutto il mondo di venire nel nostro paese per aiutarci nella Jihad (la guerra dichiarata nelle scorse settimane contro l’Etiopia, ndr)” aveva detto in una delle numerose manifestazione susseguitesi nei giorni scorsi a Mogadiscio (per protestare contro la proposta Usa e l’Etiopia) Yusuf Indho Adde, una sorta di ’ministro degli Interni’ del governo delle Corti, parlando alla folla.
Secondo l’agenzia italiana Ansa con la risoluzione adottata stasera, il Consiglio di sicurezza chiede ai militanti islamici che hanno assunto il controllo della capitale di evitare ogni ulteriore espansione militare e di unirsi al governo di transizione per avviare colloqui mirati ad una definizione politica pacifica nel paese che dal 1991 è privo di un effettivo governo.
La risoluzione minaccia poi un'azione del Consiglio contro quanti dovessero bloccare gli sforzi volti alla pace o tentare di rovesciare il governo. Le misure punitive non vengono precisate ma potrebbero includere "sanzioni mirate". Soltanto il 30 novembre scorso, lo stesso Consiglio di Sicurezza aveva approvato all’unanimità il mantenimento dell’embargo alle armi imposto alla Somalia, condannando il “significativo aumento” delle armi dirette nell’ex colonia italiana. [MZ]
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