IRAK: Misna; Nel XXX anniversario della scomparsa dell’attivista anti-apartheid Steve Biko, morto per le ferite alla testa causate dalla polizia sudafricana durante un interrogatorio, 266 medici di istituti e centri universitari di tutto il mondo hanno pubblicato una lettera sull’ultimo numero della rivista medica inglese “The Lancet” facendo un parallelo tra quella vicenda e la situazione di Guantanamo.
Allora, un medico fu espulso dall’ordine per aver fornito cure inadeguate e aver mentito sulle vere cause della morte di Biko (inizialmente si affermò che l’attivista era morto a causa di uno sciopero della fame) e un altro venne ammonito; nel centro di Guantanamo (sull’isola di Cuba, ma sotto la giurisdizione americana) dove sono detenuti i prigionieri della cosiddetta guerra contro il terrore, il personale medico presente " secondo i firmatari della lettera " sta venendo meno alle regole della professione. “Lo scorso anno " si legge " abbiamo consigliato di consultare gli organismi professionali competenti in merito alla pratica da parte dei medici di Guantanamo di nutrire a forza i prigionieri che si rifiutavano di mangiare venendo così meno a principi etici da internazionalmente riconosciuti. Ma l’Associazione medica americana (Ama), dopo 18 mesi, non ci ha ancora risposto, le autorità californiane ci hanno detto di non essere competenti per territorio e quelle della Georgia hanno concluso che non c’erano prove sufficienti per continuare l’inchiesta. Inoltre, il governo del Regno unito ha rifiutato la richiesta dell’Associazione medica britannica di inviare un gruppo di dottori indipendenti per un controllo dello stato dei detenuti”.
I firmatari del documento arrivano quindi alla conclusione che i medici presenti a Guantanamo stanno commettendo gli stessi errori di quelli che trent’anni fa in Sudafrica portarono a subordinare le regole della professione agli interessi di una parte. “Il mancato intervento degli organismi di controllo americani " concludono i 266 medici " sta danneggiando la reputazione della medicina militare statunitense. Dall’inizio della guerra contro il terrore nessun dipendente della struttura sanitaria è stato accusato o condannato per cattiva condotta nonostante esistano numerose e documentate prove (falsificazione di documenti inclusa) riguardo detenuti morti nel corso di interrogatori”.[GB]
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