ROMA -- Attentato nelle prime ore del mattino nei pressi del ministero degli Interni a Roma. Un ordigno, probabilmente collocato su un motorino, è esploso alle 4.30 in via Palermo, all’angolo con via Venezia, a pochi metri da uno dei muri perimetrali del Viminale. Nessuno è rimasto ferito. La deflagrazione ha sventrato cinque cassonetti dell’immondizia, ha danneggiato cinque auto, bruciato due motorini e mandato in frantumi le vetrine e i vetri di alcuni edifici circostanti. Dopo lo scoppio, il motorino sul quale con ogni probabilità era stato lasciato l’ordigno è stato scaraventato contro il palazzo di fronte.
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito l’episodio un "segnale preoccupante", da non sottovalutare. "Credo si debbano abbassare i toni - ha aggiunto -, come quelli, per esempio, che sono stati usati alla manifestazione dei diciottomila al Palavobis". "Tuttavia, le istituzioni sono salde, il governo è sereno, non dobbiamo neanche nemmeno lasciarci influenzare eccessivamente da certi accadimenti".
"Un atto dimostrativo gravissimo, in un luogo simbolo della sicurezza dello Stato e dei cittadini", ha detto il ministro dell’Interno Claudio Scajola, recatosi sul posto dell’attentato poco dopo le 8 del mattino, insieme al sindaco di Roma Walter Veltroni.
"Dopo i fatti dell’11 settembre e i diversi allarmi segnalati da più parti, osservo che si è passati dalle minacce ai fatti. l’attentato poteva avere conseguenze gravi perché è avvenuto in una strada aperta al pubblico", ha detto Veltroni. Sul posto sono accorsi anche il prefetto di Roma Emilio Del Mese, il questore Giovanni Finazzo, il procuratore aggiunto Italo Ormanni. I carabinieri, la Digos e la squadra mobile hanno condotto i primi accertamenti. Sono intervenuti i vigili del fuoco e gli artificieri, che hanno controllato le auto in sosta nella zona. Nessuno ha rivendicato l’attentato.
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