l’accusa è pesantissima. Vittorio Cecchi Gori, assieme a Luciano Luna, avrebbe sottratto dalle casse della Fiorentina quasi 128 miliardi di vecchie lire. I magistrati della procura di Firenze, che hanno chiesto e ottenuto oggi, l’arresto dell’ex presidente viola - accusato di bancarotta fraudolenta - hanno scritto testualmente nelle imputazioni: Vittorio Cecchi Gori e Luciano Luna, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso -hanno prostrato il bilancio della società . E ancora: "l’insanabile situazione debitoria è stata determinata dalle operazioni predette - non motivate da esigenze societarie, ma compiute con l’esclusivo fine di procurarsi la somma da sottrarre". Da qui l’accusa di bancarotta fraudolenta e la necessità degli arresti, sia pure nella forma meno brutale della custodia domiciliare. Secondo i sostituti Luca Turco e Gabriele Mazzotta titolari dell’inchiesta sui conti della società viola - iniziata nell’estate del 2001 - la misura restrittiva si è resa necessaria per il pericolo di reiterazione del reato, ai danni magari di altre società che potrebbero essere coinvolte nel fallimento della Fiorentina dichiarato lo scorso 25 settembre, dopo che un mese e mezzo prima la società era stata cancellata dal calcio italiano, non avendo i mezzi per iscriversi a nessun campionato. Ma i giudici hanno voluto evitare - secondo alcune indiscrezioni - che l’ex senatore sfuggisse all’ordinanza con un nuovo ricovero in clinica.
Come si ricorderà Cecchi Gori era stato ricoverato d'urgenza un mese fa per un misterioso malore. Vittorio Cecchi Gori è stato colto di sorpresa dalla polizia giudiziaria che gli ha notificato il provvedimento all’alba nella sua residenza romana in largo di Fontanella Borghese. Inizialmente nessuno dall’interno dell’abitazione aveva aperto la porta agli agenti, costringendoli a minacciare un'azione di forza. Quando un'autoscala dei pompieri si è disposta di fronte alle finestre del palazzo, un collaboratore del produttore è arrivato con le chiavi dell’appartamento. Al momento della notifica Vittorio Cecchi Gori ha commentato testualmente: "è un complotto". Nel pomeriggio dopo una serrata trattativa con il giudice del capoluogo toscano Cecchi Gori, ha chiesto e ottenuto di trascorrere gli arresti domiciliari nella casa di famiglia nel quartiere romano dei Parioli.
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