Tra i pareri della mattinata, il segretario della Cisl, Savino Pezzotta ha detto che il Governo avrebbe dovuto fare di più nella trattativa sulla Fiat: "il Governo poteva chiedere alla Fiat di non mandare le lettere, quindi dare più tempo per discutere. Questo è quello che bisognava fare e non è stato fatto, non c’è stata una vera trattativa, è stato presentato un documento e ci hanno chiesto di dire di si o di no. Abbiamo scelto di non aderire a quel documento". Giudizio negativo anche dall’ex Ministro del Lavoro Tiziano Treu secondo cui il Governo "non ha usato tutti gli strumenti a disposizione e fa partire invece una Cig a zero ore che è molto preoccupante. Sul fronte aziendale non ci sono segnali di un realistico rilancio dell’auto".
Di tono diverso i messaggi in arrivo dall’altra parte politica, improntati alla volontà di proseguire la collaborazione. "Non bisogna demordere ma continuare nelle trattative. Il fatto che non chiudano gli stabilimenti è di straordinaria importanza" afferma il presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro, mentre il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni così si esprime: "Mi auguro, anzi chiedo che il negoziato non sia interrotto ma che riprenda e che si possa approfondire per salvaguardare la presenza di un polo progettuale e produttivo forte dell’auto di qualità in Italia". "I colloqui che abbiamo avviato questa settimana li proseguiremo con impegno" e che "in questo momento è necessario ribadire che non riteniamo affatto concluso il negoziato".
Nella serata di giovedì, attorno alle 20, il Governo ha registrato la rottura delle trattative per l’abbandono da parte dei sindacati del tavolo negoziale. Le organizzazioni dei lavoratori, a loro volta, hanno lamentato l’aut aut dell’Esecutivo, principale motivo della rottura del dialogo.
La prima conseguenza della frattura è che da lunedì 5.600 dipendenti del gruppo saranno messi in cassa integrazione a zero ore. La proposta dell’Esecutivo prevedeva la cassa integrazione a rotazione e la mobilità 'lunga' per 2.400 dipendenti. In seguito alla rottura, i sindacati hanno già annunciato uno sciopero generale unitario di otto ore in tutti gli stabilimenti del gruppo.
Sulla vicenda, intanto, è intervenuta la Confindustria nella persona del consigliere incaricato per le relazioni industriali, Guidalberto Guidi, che ha stigmatizzato l’espressione 'aiuti di Stato'. Per Guidi "sarebbe meglio" evitare tale espressione, "perché il bilancio della cassa integrazione, e cioè il calcolo di quanto Fiat ha versato negli ultimi cinque anni e di quanto ha utilizzato è largamente positivo".
l’azienda, ha spiegato Guidi, ha versato cinque-sei volte in più rispetto a quello che ha consumato in cassa integrazione e a quello che consumerà , anche tenuto conto della Cig per i 5.600 lavoratori.
"Sono veramente stupito- ha aggiunto il consigliere di Confindustria - di sentire dichiarazioni da parte di uomini di Governo e parlamentari che parlano di aiuti. Gli unici aiuti in questo piano possono essere quelli relativi alla formazione, ma questo credo che sia un problema del Paese".
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