SARRE (Aosta) - Nuova tragedia della montagna in Val d'Aosta. Una valanga è caduta nel primo pomeriggio di oggi sul Monte Fallere , a circa 2.500 metri di quota, sopra Aosta, nel comune di Sarre. La massa di neve ha travolto un gruppo di scialpinisti uccidendo 4 persone e ferendone altre sette. Sul posto sono intervenuti con l’elicottero gli uomini del soccorso alpino valdostano con unità cinofile.
LA DINAMICA DELl’INCIDENTE - La valanga ha travolto 14 scialpinisti e li ha sbalzati contro le rocce. Le vittime, secondo una prima ricostruzione dei fatti, non sarebbero morte per soffocamento da neve ma a causa dei gravi traumi riportati nell’urto. I feriti sono stati ricoverati all’ ospedale di Aosta. Gli accertamenti su quanto è accaduto sono stati affidati alla guardia di finanza di Entreves.
SCONTRO IN PISTA: UN MORTO A CORTINA -Sul monte Cristallo a Cortina, in uno scontro quasi frontale con un altro sciatore, ha perso la vita Lorenzo Grandini , 36 anni, parmense di Busseto. Per lui, che ha battuto violentemente la testa sul terreno, non c’è stato subito nulla da fare; per l’altro, il trentenne cortinese Igor Menardi che scendeva con lo snowboard , è andata meglio e se la caverà in 45 giorni. Entrambi erano sciatori esperti , ma a volte la perizia non basta per rimediare all’ imprudenza .
CADUTA ROVINOSA - Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri di Cortina, infatti, lo sciatore parmense si era forse lasciato tentare dal gusto della velocità e non è riuscito a virare quando, praticamente a centro pista, si è trovato davanti il cortinese che sul suo snowboard stava concludendo una curva. Con le spalle a monte, quest'ultimo non si era probabilmente accorto dello sciatore che sopraggiungeva e lo scontro è stato inevitabile . Un impatto violento tra i due corpi, ma soprattutto una caduta rovinosa per entrambi. Un trauma cranico fatale e una probabile lesione cervicale per il parmense, morto sul colpo, traumi un po’ ovunque e anche alla colonna vertebrale per il cortinese, subito trasportato da un' eliambulanza del Suem all’ospedale di Treviso.
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