MILANO -- Una grande protesta per sottolineare l’enorme insoddisfazione delle famiglie italiane, che "in questa fase di aumenti di tariffe e prezzi non ce la fanno veramente più. Ormai la situazione è diventata veramente grave". Così Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, spiega le ragioni dello "sciopero della spesa" che coinvolgerà martedì tutte le città italiane.
Una protesta assolutamente civile, assicura Trefiletti, che vuole porre l’accento sull’assoluta difficoltà delle famiglie dopo gli eccessivi rincari dei prezzi, dal prezzo della benzina alle tariffe della Rc Auto - esageratamente aumentate - dai rincari scolastici a quelli del settore turistico senza parlare del settore alimentare.
"Tanto che sono diminuiti anche i consumi: gli acquisti dei mobili, dei vestiti dei viaggi ma anche degli alimenti e tutto questo è molto grave" osserva il presidente di Federconsumi.
"I rincari sono dovuti a vari motivi - prosegue - ma, soprattutto, a due fattori: la mancata modernizzazione dei settori ad alta tariffazione - necessaria per accelerare la concorrenza - e gli arrotondamenti dei prezzi, le speculazioni furbesche che ci sono state nel passaggio dalla Lira all’Euro".
Il logo della Federconsumatori
"Il minimo che si possa dire - commenta Trefiletti - è che il governo non abbia assolutamente vigilato durante il passaggio dalla lira all’euro, ma non ha fatto neanche altro: a livello di politica economica non ha verificato l’andamento del cambio Lira/Euro. D'altra parte basti pensare che il Governo ha addirittura arrotondato per eccesso gli importi delle poste riguardanti giochi e lotterie".
"Non ha controllato e non ha verificato nulla rispetto alle nostre denunce. Hanno detto di noi che esageravamo, ci hanno accusato di "euroterrorismo", noi che siamo sempre stati convinti sostenitori dell’euro".
Secondo il presidente della Federconsumatori tutto questo lo pagherà l’Europa, perché, osserva "trovarsi con rincari incontrollati in Italia o in Germania ha portato ad avere riflessi incontrollati anche in altri Paesi, per esempio in quelli che dovrebbero aderire. Abbiamo visto in Svezia il risultato del referendum di adesione all’euro. Gli svedesi hanno letto i giornali!"
In definitiva "non abbiamo fatto solo danni all’Italia ma anche a livello di Europa".
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