Una inchiesta per bloccare un giro di droga e ragazze squillo. Nel mirino degli inquirenti sono finite 19 persone. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa per imprenditori, un funzionario del ministero delle Attività Produttive, un avvocato, due militari della Guardia di Finanza, oltre al nome più conosciuto dell’ attrice Serena Grandi.
Uno dei primi ad essere arrestato è stato l’imprenditore edile della capitale Stefano Barbis, accusato di associazione per delinquere per spaccio di cocaina; stesse accuse per Massimiliano Bernardi.
Di detenzione e spaccio di cocaina sono accusati Francesco Bonetti, socio del circolo Canottieri Roma; il funzionario del ministero delle Attività Produttive Armando De Bonis e i due militari della Guardia di Finanza, Rocco Russillo e Stefano Donno.
Per l’attrice e modella Ludmilla Derkach, le accuse sono di associazione per delinquere e favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; l’ imprenditore palermitano e impegnato nel campo della moda Francesco Ippolito, è accusato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
I due fratelli Martello, Giuseppe e Marco, il primo con vari precedenti penali, sono stati accusati di associazione a delinquere finalizzato al traffico e spaccio di cocaina, induzione e favoreggiamento della prostituzione.
l’imprenditore romano, titolare del ristorante Quinzi e Gabrielli, Alberto Quinzi è stato accusato di favoreggiamento e sfruttamento alla prostituzione; un altro pregiudicato già in carcere con l’ accusa di detenzione e spaccio di cocaina è Marco Savoia; stessi reati contestati all’ avvocato Maurizio Tiberi.
Agli arresti domiciliari ci sono l’attrice Serena Grandi, accusata di detenzione e spaccio di cocaina; l’imprenditore Maurizio Bigelli, accusato per spaccio di cocaina, e Giuseppa Porrovecchio madre dei fratelli Martello, accusata di associazione per delinquere finalizzato allo spaccio di cocaina.
Grandi: è un errore
Parlando con un giornalista, Serena Grandi parla di "clamoroso errore": "Sono veramente disgustata e molto preoccupata”.
Pera scrive al presidente del Tribunale di Roma
Nell’inchiesta è poi spuntato anche il nome di Emilio Colombo, senatore a vita. Gli inquirenti sarebbero in possesso di sue intercettazioni telefoniche.
Ma Colombo assicura: "Non ho alcuna notizia su quanto apprendo dalle agenzie ed ascolto dai mezzi di comunicazione. Quanto ai miei collaboratori sono molto addolorato ma in essi ho pienissima fiducia e sicurezza".
Intanto il presidente del Senato Marcello Pera ha scritto al presidente del Tribunale di Roma per avere informazioni sull’inchiesta: "Ho appreso da notizie di agenzia di un'ordinanza del Gip di Roma emessa anche in base ad intercettazioni di conversazioni telefoniche alle quali avrebbe preso parte anche un appartenente al Senato della Repubblica. Quindi, anche ai fini della legge che tutela le prerogative parlamentari, le chiedo ogni possibile informazione sul caso".
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