Si sta scavando soltanto con le mani: è l’unico modo per cercare di ritrovare viva la persona che tutt'ora risulta dispersa dopo il crollo, avvenuto questa mattina a Sant'Antimo, vicino a Napoli.
Una voragine, profonda una decina di metri e ampia almeno venti ha inghiottito una vecchia palazzina di due piani: era occupata da una famiglia di immigrati pakistani, il padre, che in quel momento non era in casa, la madre e i tre bambini, più due persone loro ospiti. La donna con i tre figli è riuscita a salvarsi uscendo qualche attimo prima che la struttura cedesse.
I vigili del fuoco hanno estratto dalle macerie un uomo, anch'egli pakistano, che ora si trova in ospedale. Ma all’appello mancherebbe un'altra persona e le operazioni di scavo per ritrovarla, proseguono ormai ininterrottamente da più di 8 ore. Un lavoro difficile: poco fa c’è stato un altro crollo che ha allargato ulteriormente la voragine. Secondo i primi accertamenti a causare il cedimento della palazzina sarebbero state le infiltrazioni d'acqua accumulate nelle fondamenta.
È stata ripristinata invece nella notte l’erogazione idrica in via Manzoni nella zona di Posillipo a Napoli, interrotta a causa di un'altra voragine, dovuta alla forte pioggia, che si è aperta ieri inghiottendo due auto posteggiate.
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