l’operazione è stata eseguita dall’èquipe guidata dal cardiochirurgo calabrese Emiliano Cirio, primo collaboratore di Alessandro Ricchi, il chirurgo che la mattina del 24 febbraio stava portando un organo nuovo da roma all’ospedale Brotzu di Cagliari. Insieme a Ricchi moriron il medico Antonio Carta, di 38 anni e Gian Marco Pinna, un tecnico perfusionista, addetto cioè al controllo della cosiddetta pompa che mantiene in vita l’organo da trapiantare.
Ventidue giorni di attesa: tanto ha aspettato nel reparto di cardiochirurgia dell’ospedale Brotzu di Cagliari, il paziente 52enne che doveva effettuare il trapianto di cuore il 2 marzo scorso, quando l’aereo con a bordo l’equipe in arrivo da Roma con l’organo appena prelevato si schiantò su alcune colline a pochi chilometri dall’aeroporto.
Quella tragica mattina morirono sei persone, tra le quali i due medici e il tecnico perfusionista dell’equipe di cardiochirurgia del Brotzu, e insieme svanirono le speranze per il paziente, già in pre-anestesia e pronto per l’intervento, di ricominciare a vivere con un cuore nuovo.
Sono seguiti giorni di dolore in un ospedale dove gli uomini morti a bordo del piccolo Cessna erano molto conosciuti e stimati, oltre che di paura per quel paziente in attesa del trapianto: di nuovo in lista di attesa, di nuovo appesi alla speranza di trovare un cuore compatibile.
La morte di un giovane di 19 anni in un incidente stradale oggi ha concesso la riuscita dell’operazione.
Certo l’essere riusciti ad effettuare un trapianto importante come quello di oggi ha riportato la speranza in un ospedale colpito da una tragedia che non sarà possibile dimenticare. Una speranza di vita che coinvolge non solo il paziente 52enne in attesa di un cuore, ma anche altri tre pazienti in attesa di fegato e reni, tutti trapiantati in queste ore grazie allo stesso giovane donatore.
TG5 / PANORAMA
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