Catania: La mafia catanese era pronta, le armi le avevano già portate in centro in via Messina al 212, e l’omicidio sarebbe avvenuto presto se gli uomini della Squadra mobile di Catania non fossero arrivati prima nell’appartamento.
Agatino Assunto Arena, Giuseppe Orestano, Mario Costantino e Nicolò Valenti sono i quattro componenti della cosca catanese che sono stati arrestati dalla polizia per detenzione di armi da guerra e munizioni.
Di armi potenti si tratta, considerando che sono state sequestrate una mitraglietta "Uzi" di fabbricazione israeliana e una "Skorpion" statunitense. Ed è stato proprio il silenziatore in dotazione alla Skorpion a far capire agli investigatori che il gruppo stesse per compiere una vendetta mafiosa.
Agatino Arena è il figlio del noto boss Giovanni, da sedici anni latitante come affiliato alla cosca Santapaola ma da cui recentemente si sarebbe distaccato, a causa di divergenze interne a Cosa Nostra, per aderire al clan degli Sciuto.
Forse è proprio la gestione delle armi e degli stupefacenti, che Agatino Arena, cerca ancora di difendere con i mezzi e i gesti in uso alla mafia per garantirsi il ruolo di armiere e di capo del clan.
Le indagini dirette dal capo della Squadra mobile Giovanni Signer sono state coordinate dal procuratore Vincenzo D'Agata e dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico.
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