Roma: I Vigili del Fuoco aderiscono alla manifestazione nazionale indetta per il 28 marzo a Roma dal Patto di Base in occasione della riunione dei Ministri del Welfare del G14 e saranno in piazza assieme a tutte le forze sociali e di movimento che si battono per non pagare la crisi.
In una fase in cui i lavoratori sono lasciati in balia della crisi, i contratti non vengono rinnovati, la cassa integrazione copre in minima parte e solo per alcuni la perdita di salario, centinaia di migliaia di precari vengono mandati a casa senza alcun reddito, si vorrebbe rimettere mano alle pensioni e portare l’età pensionabile delle donne a 65 anni, crescono gli sfratti, si fomenta il razzismo contro gli immigrati e si vorrebbe vietare scioperi e manifestazioni per impedire che i lavoratori e i cittadini si organizzino per difendere salario e diritti, la RdB-CUB Vigili del Fuoco invita tutti i lavoratori a mobilitarsi a sostegno della piattaforma della manifestazione.
La RdB-CUB VVF, contro il fallimento della militarizzazione del Corpo, e di chi l’ha sostenuta illudendo i lavoratori con false indennità e aumenti di orario di lavoro, chiede inoltre il rilancio del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco in una nuova e moderna Protezione Civile; salari europei; organici europei con assunzione dei precari discontinui; passaggi di qualifica snelli e dignitosi; riconoscimento di categoria particolarmente usurante.
Antonio Jiritano
La nota ufficiale del 20 Marzo
Il 28 marzo 2009 è indetta una manifestazione nazionale a Roma contro la politica governativa con una piattaforma rivendicativa che chiede diritti, salario, lavoro, dignità sociale.
La condizione lavorativa e di vita dei lavoratori dei VIGILI del FUOCO, dopo l’ingresso nel comparto di contrattazione pubblicistico, è da troppo tempo ai limiti della sopportazione umana e a fronte di continui sacrifici personali, contrappone carichi di lavoro insopportabili, salari che vanno verso una riduzione del potere di acquisto, una dignità professionale e dell’autonomia calpestate, una sottomissione per profili dei qualificati, una grave insicurezza per gli amministrativi, un'erosione del ruolo dei tecnici e dei direttivi.
MA NON BASTA
Il governo si appresta a licenziare i precari, senza aumentare adeguatamente le assunzioni e diminuendo dunque il personale operativo, ad allungare l’età pensionabile riducendo la pensione, modificare il contratto che non garantisce più salario e trattamento unico consentendo il totale arbitrio del ministro dell’interno nella gestione e nella retribuzione dei lavoratori, frantumare la categoria con concorsi “all’acqua di rose” e risorse a fine corso, aumentare l’orario di lavoro con la totale flessibilità dei lavoratori.
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