Reggio Calabria: Nella giornata di ieri i militari della Stazione di Archi hanno proceduto al fermo di indiziato di delitto di un pregiudicato, con l’accusa di rapina e tentata rapina.
In diverse occasioni aveva rapinato e tentato di rapinare autotrasportatori in diverse parti della città . Il modus operandi era sempre lo stesso, approfittava della fermata dei veicoli ai semafori e saltava a bordo dei camion minacciando l’autista con una pistola e facendosi consegnare l’incasso della giornata. In particolare obiettivo delle rapine, almeno quelle finora accertate erano due autotrasportatori di una ditta di prodotti di macelleria che effettuavano sulla città consegne con un furgone frigorifero. Nel primo episodio risalente ad aprile l’autotrasportatore fu minacciato con una pistola mentre era al semaforo delle Bretelle Calopinace: il malvivente, a volto scoperto, salì a bordo e si fece consegnare l’incasso del giorno di circa 1.100 euro. Un secondo episodio avvenne a fine maggio: lo stesso uomo avvicinò il medesimo autotrasportatore alla rotonda di Gallico, quest'ultimo lo riconobbe immediatamente ma dovette arrendersi alla minaccia della pistola; il rapinatore salì a bordo fuggendo con i contanti che l’autista aveva nel suo portafogli.
Gli episodi successivi risalgono invece a luglio: prima vittima un altro autotrasportatore che con la stessa tipologia di furgone effettuava delle consegne a Villa San Giovanni. In questo caso il rapinatore aggredì fisicamente l’autista dopo essere salito a bordo del mezzo, minacciandolo di morte con un coltello: si allontanò solo a causa dell’arrivo di alcuni passanti. Nell’ultimo episodio di soli pochi giorni fa il malvivente tornava a colpire la sua solita vittima: in quel caso l’autotrasportatore riuscì anche a chiamare le forze dell’ordine ma il rapinatore, accortosene, riuscì a far perdere le proprie tracce dileguandosi a bordo di uno scooter.
Nella giornata di ieri l’epilogo: uno dei due autotrasportatori nota nuovamente il soggetto nella frazione Gallico, ma in questo caso lo precede: si reca presso la Stazione Carabinieri di Archi e fornisce una descrizione dettagliata dell’individuo. I militari si precipitano nella zona indicata dall’autotrasportatore e riescono a rintracciare il Corso che viene immediatamente bloccato e accompagnato in Caserma. Presso gli uffici della Caserma di Archi nel frattempo viene invitato anche l’altro autotrasportatore vittima dei diversi episodi criminosi: entrambi non hanno dubbi è quello il soggetto che è salito sui loro mezzi li ha minacciati e rapinati agendo sempre a volto scoperto. È questa una particolarità della vicenda: il rapinatore agiva sempre a volto scoperto e colpendo, almeno per i fatti finora accertati, le stesse vittima. Verosimilmente contava sul fatto che speso le vittime hanno paura di denunciare, di fornire descrizioni, di riconoscere gli autori dei reati per il timore di ritorsioni non in questo caso: i due autotrasportatori hanno sempre puntualmente denunciato anche le rapine solo tentate ed hanno sempre fornito una descrizione puntuale dell’autore fino a permettere ai militari di giungere al fermo. Anche in questo caso si può verificare come la collaborazione del cittadino e la voglia di denunciare le violenze ed i reati subiti, collaborando con le forze dell’ordine permette sempre di raggiungere risultati positivi e di evitare, come forse in questo caso, epiloghi drammatici.
Si è accertato che in alcuni casi il rapinatore fu aiutato nella fuga da due complici su cui ora si concentra l’attenzione degli investigatori. La perquisizione effettuata presso l’abitazione del fermato ha permesso di rinvenire le custodie di due pistole a salve di modelli similari a quelli in uso alle Forze dell’Ordine e materiale per la pulizia delle armi.
Il Corso è stato associato alla Casa Circondariale di Reggio Calabria a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Foto di repertorio -© Silvia M. Carrassi
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