I GIOVANI MIGRANTI: MESSAGGIO DEL PAPA GIORNATA MIGRANTE

Giovedì
15:18:21
Novembre
29 2007

I GIOVANI MIGRANTI: MESSAGGIO DEL PAPA GIORNATA MIGRANTE

PRESENTAZIONE MESSAGGIO GIORNATA MIGRANTE E RIFUGIATO

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CITTA' DEL VATICANO, (VIS). Ieri mattina, nella Sala Stampa della Santa Sede, il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, l’Arcivescovo Agostino Marchetto, Segretario, e il Monsignor Novatus Rugambwa, Sotto-Segretario del medesimo Pontificio Consiglio, sono intervenuti alla Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre per la 94a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (13 gennaio 2008) sul tema: "I giovani migranti".

"Nella nostra epoca le migrazioni giovanili" - ha affermato il Cardinale Martino - "sono aumentate in maniera considerevole. I giovani sono spinti ad emigrare a causa della povertà e miseria, del degrado ambientale, di conflitti locali ed internazionali, di persecuzioni politiche e religiose, di richiesta di manodopera nei Paesi industrializzati, del ricongiungimento con i nuclei familiari, ecc".

Ponendo l’accento sul fatto che il giovane immigrato "spesso si trova solo, a metà strada tra due culture, in una terra di nessuno", il Cardinale Martino ha sottolineato che tutto ciò fa vivere il giovane "in una situazione di grande incertezza, che gli impedisce di pensare ad un progetto credibile per il proprio futuro e moltiplica i fattori che portano all’emarginazione che spalancano le porte alla malavita con la criminalità , la prostituzione, l’alcool, la droga ed il ladrocinio".

Il Presidente del Pontificio Consiglio ha segnalato che: "La crisi dei valori nei nostri giorni porta poi alla morte dello spirito anche di molti giovani immigrati. La maggioranza di loro è anche relativamente lontana dalla preoccupazioni religiose e spesso riconosce di non essere stata nè sensibilizzata nè educata a tale proposito".

"l’azione pastorale specifica in favore dei giovani immigrati va fatta naturalmente tenendo conto della situazione esistenziale di ciascuno. Bisogna allora fare attenzione alla lingua, cultura, religione, provenienza e storia del giovane immigrato, pur considerando che la testimonianza di fede è il fulcro di ogni azione pastorale".

l’Arcivescovo Marchetto ha dedicato il suo intervento agli aspetti concernenti il diritto di asilo e la situazione dei profughi. Ricordando che relativamente ai minori non accompagnati, in alcuni Stati si giunge perfino alla loro detenzione, l’Arcivescovo si è soffermato sulle condizioni di vita nei campi di accoglienza.

"I campi di accoglienza" - ha detto l’Arcivescovo Marchetto - "dovrebbero tornare ad essere ciò per cui furono creati: un luogo ove stare temporaneamente. (...) Al presente, invece, rientra in una prassi generale, specialmente nei Paesi del Sud del mondo, obbligare le persone a vivere in campi sovraffollati, molte volte in situazioni spaventose. Normalmente ai rifugiati non è nemmeno concesso di lavorare, mentre la loro libertà di movimento è limitata, diventando così totalmente dipendenti dalle distribuzioni di cibo interne ai campi. Per di più esso frequentemente è ridotto, assieme ad altri beni necessari ad una vita con un minimo di dignità . (...) Difficilmente esiste, quindi, un futuro per chi vive in tali insediamenti, situati per lo più in zone remote".

Infine l’Arcivescovo ha citato in particolare l’opera benemerita soprattutto di religiose "assistite da ONG cattoliche o da Organizzazioni delle Nazioni Unite, in servizi di ascolto e accompagnamento di giovani, specialmente ragazze che hanno subito violenze, stupri o minacce. Esistono, inoltre, alcuni centri di accoglienza per ragazze minori, già madri, per offrire loro una seconda opportunità di completare la loro istruzione interrotta, o di apprendere un mestiere".

Monsignor Rugambwa ha centrato il suo intervento sull’emigrazione per motivi di studio ed ha sottolineato che nel Messaggio "il Santo Padre ci presenta gli studenti esteri come un dono per l’uomo e per la Chiesa. Essi portano con sè le grandi risorse della loro gioventù e dovrebbero essere aperti e ricettivi alle nuove idee ed esperienze, mentre, allo stesso tempo, essere capaci di restare ancorati nella verità ".

"Questi giovani - afferma inoltre il Sommo Pontefice - ha precisato Monsignor Rugambwa - non devono soltanto sviluppare un'apertura al dinamismo di inculturazione, ma anche cercare opportunità di dialogo tra culture e religioni, aprendo così nuove e vibranti possibilità di dialogo che permetteranno, anzitutto di fare l’esperienza dell’universalità della Chiesa".
OP/MIGRANTI:RIFUGIATI/MARTINO:MARCHETTO VIS 071127 (670)

I GIOVANI MIGRANTI: MESSAGGIO DEL PAPA GIORNATA MIGRANTE
CITTA' DEL VATICANO, (VIS). Tema del Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra il 13 gennaio 2008, è "I giovani migranti". Il Documento è stato pubblicato in lingua italiana, inglese, francese, tedesca, spagnola e portoghese.

"Il tema della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato invita quest'anno a riflettere in particolare sui giovani migranti. (...) Il vasto processo di globalizzazione in atto nel mondo porta con sè un'esigenza di mobilità , che spinge anche numerosi giovani ad emigrare e a vivere lontano dalle loro famiglie e dailoro Paesi. 'La conseguenza è che dai Paesi d'origine se ne va spesso la gioventù dotata delle migliori risorse intellettuali, mentre nei Paesi che ricevono i migranti vigono normative che rendono difficile il loro effettivo inserimento".

"Per i giovani migranti risulta particolarmente sentita la problematica costituita dalla cosiddetta 'difficoltà della duplice appartenenza': da un lato, essi sentono vivamente il bisogno di non perdere la cultura d'origine, mentre, dall’altro, emerge in loro il comprensibile desiderio di inserirsi organicamente nella società che li accoglie, senza che tuttavia questo comporti una completa assimilazione e la conseguente perdita delle tradizioni avite. Tra i giovani ci sono poi le ragazze, più facilmente vittime di sfruttamento, di ricatti morali e persino di abusi di ogni genere".

"Guardando poi più d'appresso al settore dei migranti forzati, dei rifugiati, dei profughi e delle vittime del traffico di esseri umani, ci si incontra purtroppo anche con molti bambini e adolescenti. A questo proposito, è impossibile tacere di fronte alle immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o dirifugiati, presenti in diverse parti del mondo. (...) Questi bambini e adolescenti hanno avuto come unica esperienza di vita i 'campi' di permanenza obbligatoria, dove si trovano segregati, lontani dai centri abitati e senza possibilità di frequentare normalmente la scuola".

"Come rispondere alle attese dei giovani migranti? Che fare per venire loro incontro? Occorre certo puntare in primo luogo sul supporto della famiglia e della scuola. Ma quanto complesse sono le situazioni e quanto numerose sono le difficoltà che incontrano questi giovani nei loro contesti familiari e scolastici! All’interno delle famiglie sono venuti meno i tradizionali ruoli che esistevano nei Paesi di origine e si assiste spesso ad uno scontro tra genitori rimasti ancorati alla loro cultura e figli velocemente acculturati nei nuovi contesti sociali".

"Nè va sottovalutata la fatica che i giovani incontrano per inserirsi nei percorsi educativi vigenti nei Paesi in cui vengono accolti. Lo stesso sistema scolastico pertanto dovrebbe tener conto di queste loro condizioni e prevedere per i ragazzi immigrati specifici itinerari formativi d'integrazione adatti alle loroesigenze. Importante sarà anche l’impegno di creare nelle aule un clima di reciproco rispetto e dialogo tra tutti gli allievi, sulla base di quei principi e valori universali che sono comuni a tutte le culture".

"La Chiesa guarda con singolare attenzione al mondo dei migranti e chiede a coloro che hanno ricevuto nei Paesi di origine una formazione cristiana di far fruttificare questo patrimonio di fede e di valori evangelici in modo da offrire una coerente testimonianza nei diversi contesti esistenziali".

"Vi è poi tra i migranti, (...), una categoria da considerare in modo speciale, ed è quella degli studenti di altri Paesi che per ragioni di studio si trovano lontani da casa. Il loro numero è in continua crescita: sono giovani bisognosi di una pastorale specifica, perché non solo sono studenti, come tutti, ma anchemigranti temporanei. Essi si sentono spesso soli, sotto la pressione dello studio e talvolta stretti anche da difficoltà economiche".

"Occorre far sì che abbiano modo di aprirsi al dinamismo dell’interculturalità , arricchendosi nel contatto con altri studenti di culture e religioni diverse. Per i giovani cristiani quest'esperienza di studio e di formazione può essere un utile campo di maturazione della loro fede, stimolata ad aprirsi aquell’universalismo che è elemento costitutivo della Chiesa cattolica".

"Cari giovani migranti, preparatevi a costruire accanto ai vostri giovani coetanei una società più giusta e fraterna, adempiendo con scrupolo e serietà i vostri doveri nei confronti delle vostre famiglie e dello Stato. Siate rispettosi delle leggi e non lasciatevi mai trasportare dall’odio e dalla violenza. Cercatepiuttosto di essere protagonisti sin da ora di un mondo dove regni la comprensione e la solidarietà , la giustizia e la pace".

"La Chiesa ha bisogno anche di voi e conta sul vostro apporto. Voi potete svolgere un ruolo quanto mai provvidenziale nell’attuale contesto dell’evangelizzazione. Provenendo da culture diverse, ma accomunati tutti dall’appartenenza all’unica Chiesa di Cristo, potete mostrare che il Vangelo è vivo e adatto per ogni situazione; è messaggio antico e sempre nuovo; Parola di speranza e di salvezza per gli uomini di ogni razza e cultura, di ogni età e di ogni epoca".

Source by vaticano


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