Roma: (Altroconsumo Inchiesta) - È questo il nostro slogan per il 2008, anno in cui ci votiamo alla causa dei servizi finanziari. Questi dodici mesi saranno dedicati a darvi gli strumenti concreti per meglio valutare e confrontare ciò che il mercato offre, non solo per risparmiare, ma anche per rendervi più consapevoli rispetto agli investimenti che vi interessano. Si parte con un'inchiesta sul rapporto tra gli italiani e il denaro da cui emerge che il 40% delle famiglie non riesce a mettere da parte neanche un euro alla fine del mese o solo saltuariamente. Cicale per necessità non per scelta: l’inflazione rialza la testa e il potere d'acquisto delle famiglie è sempre più in pericolo basti pensare ai rincari dei prodotti di prima necessità come pane e pasta. I nostri stipendi sono tra i più bassi d'Europa e il costo del denaro è in aumento con conseguente aggravio del peso dei mutui per moltissime famiglie che hanno scelto il tasso variabile. Non sorprende che dello stipendio rimanga poco o nulla alla fine del mese. Lo conferma l’Istat che nell’ultimo rapporto sulle condizioni di vita nel nostro Paese traccia un profilo poco confortante: una famiglia su due vive con meno di 1.900 euro e quasi il 15% non arriva a fine mese.
Dalla nostra inchiesta emerge che a questo quadro bisogna aggiungere anche la scarsa cultura economica degli italiani che, nella maggior parte dei casi, quando si indebitano, ma anche quando investono i loro risparmi, non confrontano prezzi e condizioni prima di scegliere, nè sono consapevoli di quanto gli costa effettivamente il prestito o il mutuo. Per aiutarvi a districarvi nella giungla dei servizi finanziari abbiamo messo a punto una serie di schede informative su finanziamenti e investimenti ("l’Abc del mutuo" è la prima) che vi accompagneranno per tutto l’anno insieme ad approfondimenti e iniziative sul campo. Tutto questo si aggiunge ai servizi già presenti: la banca dati che vi aiuta a scegliere il conto corrente che meglio fa al vostro caso e i fogli di calcolo per determinare il Taeg dei prestiti, l’Isc (indice sintetico di costo) dei mutui e quello per verificare la convenienza economica della vostra carta di credito o a cambiare mutuo (servizi online). Non solo. Continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto: spingere le banche alla trasparenza e denunciare alle autorità di controllo gli abusi e i comportamenti scorretti.
Intanto, abbiamo inviato i risultati della nostra inchiesta al ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani, al neonominato Antonio Lirosi ("Mister Prezzi"), all’Abi (Associazione bancaria italiana), a Bankitalia e all’Antitrust per sensibilizzarli sui problemi emersi su cui riteniamo sia indispensabile intervenire: maggiore informazione, maggiore trasparenza degli operatori, maggiore concorrenza.
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