Inchiesta su clinica Santa Rita di Milano, intervento del Sottosegretario Fazio in Senato

Lunedì
04:02:34
Giugno
16 2008

Inchiesta su clinica Santa Rita di Milano, intervento del Sottosegretario Fazio in Senato

Il Sottosegretario di Stato per il lavoro, la salute e le politiche sociali, professor Ferruccio Fazio, ha tenuto un’informativa urgente del Governo sui recenti fatti accaduti presso la clinica Santa Rita di Milano.

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ROMA: intervento del Sottosegretario:

"Signor Presidente, onorevoli senatori, la clinica Santa Rita è una casa di cura privata, accreditata e a contratto, che dispone di 276 posti letto di degenza, di un DEA (Dipartimento di emergenza e accettazione), di circa 700 dipendenti e di un poliambulatorio con molteplici specialità mediche e chirurgiche.

Le risorse assegnate alla casa di cura Santa Rita nel 2007 ammontano a 42 milioni di euro per i ricoveri e a 11.181.000 per l’ambulatoriale.
La casa di cura Santa Rita è stata oggetto, a partire dal 1999, di un progetto di ampliamento strutturale, che ha comportato negli anni un significativo incremento di posti letto disponibili nella struttura (dai 38 del 1999 agli attuali 276).
Passiamo ora a considerare gli avvenimenti che hanno riguardato la casa di cura Santa Rita nel 2007.
Nel corso del 2007 sono state avviate dalla Magistratura indagini sull’attività sanitaria presso la casa di cura Santa Rita che si riferiscono prevalentemente a fatti verificatisi negli anni 2005-2006. La Regione Lombardia e la ASL, nell’ambito dei rapporti instauratisi da tempo, hanno subito fornito la massima disponibilità a collaborare per quanto di loro competenza con la Magistratura.
A seguito di controlli effettuati dalla ASL Città di Milano, questa ha inviato, in data 25 settembre 2007, alla Procura della Repubblica gli esiti della relazione dei propri esperti e il giorno successivo è stata sospesa l’autorizzazione per l’attività di chirurgia toracica, dovuta alla mancanza di adeguati protocolli clinico operativi del quartiere operatorio, in particolare per quanto riguarda la gestione dei pazienti con infezioni acute in atto. Dopo gli interventi effettuati nella struttura e le ulteriori verifiche ad opera della ASL, nel mese di dicembre è stata revocata la sospensione dell’autorizzazione.

Peraltro, nel corso del 2007, le verifiche del Nucleo Operativo di controllo della ASL hanno portato ad una rettifica della valorizzazione delle prestazioni di ricovero, non riconoscendo come rimborsabili prestazioni per circa 1.200.000 euro.

Inoltre occorre ricordare che la legge attualmente in vigore, che è riferibile alla finanziaria 2001, prevede un controllo analitico annuo di almeno il 2 per cento delle cartelle cliniche, a fronte del quale la Regione Lombardia ha attualmente in essere operazioni di controllo per circa il 5 per cento delle cartelle cliniche.

Per quanto riguarda le azioni attivate a seguito degli attuali avvenimenti, la ASL di Milano ha sospeso immediatamente il contratto di servizio in considerazione del fatto che i reati, in quanto di significativa gravità , sono stati contestati non solo alle persone fisiche ma anche alla persona giuridica. In esecuzione del sequestro cautelare disposto dal provvedimento giudiziario, la ASL ha inoltre provveduto a sospendere il pagamento delle prestazioni fino ad un importo pari al 50 per cento in più dalle somme oggetto di sequestro.

Ci sono poi degli aspetti, a nostro avviso molto rilevanti, come il problema dei dipendenti della struttura (circa 700) che potrebbero restare senza lavoro. In secondo luogo la sospensione di una struttura con 276 posti letto, un poliambulatorio e un Dipartimento di emergenza e accettazione nell’area milanese, impegnano la Regione Lombardia affinchè siano soddisfatte le richieste dei cittadini interessati, in modo tale che i disagi per gli stessi siano ridotti al minimo.

Per quanto riguarda le azioni attivate dal Ministero del welfare, abbiamo innanzitutto inviato due funzionari in veste ispettiva per collaborare alle verifiche messe in campo dalla Regione Lombardia i quali ci riferiranno probabilmente nel corso della giornata odierna.

Onorevoli senatori, è chiaro ed evidente che il Governo non ritiene di avere risolto così il problema, cioè mandando un ispettore. Il punto non è chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati, ma bisogna evitare che questi episodi si ripetano in futuro. In particolare i fatti di Milano aprono una serie di interrogativi inquietanti: i controlli sono adeguati? Il tetto del 2 per cento di controlli è adeguato? I criteri di accreditamento sono adeguati? È trasparente l’informazione data ai pazienti? E infine resta aperta la grande tematica dei rapporti pubblico-privato e sanità .
Pur essendo questa la sede non è questo certamente il momento per discutere a fondo tutti i problemi sollevati che però sono all’attenzione del Governo e che il Governo è disponibile a discutere nel dettaglio in qualsiasi momento e nelle opportune sedi referenti. Però mi sembra giusto affrontare brevemente alcuni di questi aspetti anche per dare un'indicazione di come il Governo intende muoversi al riguardo nel prossimo futuro.
Anzitutto il Ministero intende procedere in tempo brevissimi ad incrementare le percentuali dei controlli dal 2 al 10 per cento su base campionaria, e parliamo del livello nazionale evidentemente quindi occorrerà uno strumento legislativo adeguato.

In secondo luogo, affiancare ai controlli campionari il controllo sistematico su tutte le cartelle cliniche relative alle prestazioni ad alto rischio di inappropriatezza rispetto sia ai medici prescrittori che alle strutture erogatrici (e abbiamo gli strumenti per identificare queste prestazioni), ma soprattutto credo sia importante vedere quali azioni di sistema il Governo intende intraprendere. Anzitutto costruire di concerto tra Stato e Regioni un sistema di qualità in sanità che preveda un controllo delle singole prestazioni e non solo la valutazione di standard.
Siamo ancora in fase di valutazione sulla necessità di un'agenzia tipo joint commission - come proposto e che rappresenta una possibilità - e allo stesso tempo stiamo cercando in realtà di semplificare e ridurre la pletora di commissioni (attualmente ne abbiamo 50) e comitati afferenti all’ex Ministero della salute e di razionalizzare il finanziamento degli organi vigilati e il rapporto degli stessi con il Ministero. Questo è quanto intendiamo fare, fa parte del programma di Governo. Quindi ci dobbiamo chiedere - e in proposito valuteremo serenamente con il contributo di tutti - se è il caso di dar vita ad un'altra agenzia ad hoc oppure di utilizzare altri strumenti.

Certamente, visto che siamo nel 2008, riteniamo opportuno creare in particolare un sistema informatizzato che consenta in tempo reale a Regioni e Ministero il controllo e la valutazione sistematica di parametri quali il rischio clinico, le procedure diagnostiche e terapeutiche, con particolare riferimento alla qualità delle stesse, le risorse, le tecnologie, la customer satisfaction e quant'altro possa essere ritenuto utile. A questo proposito abbiamo insediato un gruppo di lavoro ristretto e informale (cinque persone estremamente qualificate) che già da tre settimane, quindi ben prima che emergesse il problema, sta lavorando ad un piano per incrementare al più presto un sistema di informatizzazione per il controllo e la gestione delle procedure sanitarie in tutto il territorio nazionale. Questo gruppo sta già elaborando un progetto specifico per i sistemi di CUP (Centro unico di prenotazione) per abbattere le liste di attesa, l’introduzione di un fascicolo sanitario elettronico multidimensionale che rappresenti il percorso del paziente e non sia quindi una mera raccolta di dati e infine metodologie di telemedicina.

Un altro degli aspetti già esistenti nel programma di Governo è la revisione dei criteri di accreditamento e selezione degli erogatori. Stiamo prevedendo come prime e immediate misure, legate anche all’abbattimento delle liste di attesa, la creazione di un accreditamento ulteriore, una specie di «bollino d'oro», con criteri molto più stringenti (ci si riferisce all’assessment tecnologico, ai controlli di qualità , alle dimensioni dell’attività clinica con l’intento di eliminare la microsanità , che sappiamo essere quella meno virtuosa) da introdurre subito e che dovrebbe progressivamente - questa è l’idea - sostituire gli accreditamenti precedenti con un programma da concordare con le Regioni.

Infine, un'altra considerazione emergente dalle vicende della casa di cura Santa Rita è quella della trasparenza e della pronta disponibilità di informazioni dettagliate ai pazienti relative alle indagini cliniche e strumentali effettuate e alle terapie messe in atto, in ogni momento del loro percorso nella struttura sanitaria. Quindi, i pazienti devono poter richiedere ed avere subito giudizi diagnostici, cartelle cliniche, esami strumentali, radiografie di laboratorio, preparati istologici e quant'altro.
Questo aspetto, particolarmente importante ai fini della trasparenza delle prestazioni e di un reale controllo, potrebbe essere oggetto di appositi provvedimenti attualmente allo studio di questo Ministero".

Source by Ministero_Salute


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