Rapporto Cittalia 2008. Ripartire dalle città per riavviare il Paese

Giovedì
06:13:45
Dicembre
04 2008

Rapporto Cittalia 2008. Ripartire dalle città per riavviare il Paese

Nelle 11 città metropolitane si realizza un quinto (21,16%) dell’intero PIL nazionale: è quanto emerge dal Primo Rapporto Cittalia. Tra il 1998 e il 2005, il PIL complessivo delle 11 città è cresciuto, su base annua, del 4,5%, un incremento superiore di circa 1 punto percentuale rispetto al PIL nazionale (+3,6% crescita su base annua).
Il Rapporto evidenzia l’urgenza di politiche urbane nazionali capaci di sostenere la crescita e di sviluppo del Paese.

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Milano: - Le città sono il motore per fare crescere l’Italia. A Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia si realizza complessivamente oltre un quinto (21,16%) dell’intero PIL nazionale. Milano e Roma contribuiscono da sole per il 12,5%, e rappresentano anche il 60% del PIL delle 11 città metropolitane. Ed è un motore che gira a pieno regime: nel periodo 1998-2005 il PIL complessivo delle 11 città è cresciuto, su base annua, del 4,5%, un incremento superiore di circa 1 punto percentuale rispetto al PIL nazionale (+3,6% crescita su base annua). Tale situazione richiede l’avvio urgente di politiche urbane, nazionali e locali, con investimenti concreti necessari per accompagnare le città, e il Paese, a superare le sfide poste dalla globalizzazione e dall’attuale crisi economica internazionale. È il quadro che emerge dal Rapporto 2008 realizzato da Cittalia - Fondazione ANCI ricerche e presentato a Milano, in una conferenza stampa, presenti Letizia Moratti, sindaco di Milano, Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e Presidente di Anci nazionale e Pierciro Galeone, Segretario Generale di Cittalia.



Il Rapporto fotografa in modo organico le città dal punto di vista demografico, economico, della dotazione di infrastrutture immateriali e materiali, oltre che della qualità della vita. Il Rapporto evidenzia che il contributo delle città metropolitane rispetto al PIL delle relative province è molto rilevante, anche se tale quota differisce tra città e città. In particolare, emerge come nel caso di Roma e Genova oltre l’80% del PIL provinciale sia realizzato dal comune capoluogo, mentre il restante 20% circa nell’area provinciale. Nelle città di Milano, Torino, Palermo e Bologna tale percentuale varia tra il 47% e il 50%.



LE DINAMICHE DELLA POPOLAZIONE. Nelle 11 grandi città vivono poco più di 8,6 milioni di persone, il 15% della popolazione italiana, e le previsioni demografiche al 2020 sembrerebbero mostrare come la popolazione residente crescerà complessivamente del 3,2% (in linea con la crescita nazionale). Firenze, Milano, Roma e Bologna sembrerebbero registrare tassi di crescita superiori alla media nazionale, confermando l’esistenza di consistenti dinamiche migratorie sud-nord. La crescita demografica registrata nelle 11 città si lega altresì alla crescita della popolazione straniera residente: il rapporto stranieri/100 abitanti dal 2001 al 2007 passa dal 3% a quasi il 7%, mentre quello nazionale passa dal 2,38% al 4,48%. Al contempo si rileva una reale stasi rispetto alle dinamiche dei prezzi nel settore immobiliare, dal 2000 al 2007 l’aumento del canone medio di affitto nelle 11 città ha superato di oltre il 30% quello derivante dall’inflazione.



LA CAPACITà INNOVATIVA DELLA CITTà. La città genera innovazione e attrae talenti, e questo vale anche nel nostro Paese. Infatti, le 11 città si posizionano, con alcune eccezioni, nei primi 30 posti della classifica delle 103 città italiane per classe creativa. Il 100% della popolazione delle 11 città è coperta dai servizi ADSL e la propensione media ad investire in attività di Ricerca e Sviluppo (R&S) delle province delle città metropolitane è superiore a quella del resto del paese (1,54% rispetto all’ 1,1%). A Milano, Torino, Bologna, Roma e Firenze sono state presentate il 41% delle 28 mila domande di brevetto presentate in Italia.



LE INFRASTRUTTURE MATERIALI: IL TRASPORTO PUBBLICO. I diversi gradi di dotazioni materiali delle nostre città evidenziano come, se da un lato esse siano "l’infrastruttura" portante della crescita del paese, dall’altro si rafforzi l’urgenza di intervenire con politiche di infrastrutturazione nuove e capillari. Non a caso, nonostante i molti progetti di potenziamento delle tratte metropolitane esistenti nel nostro Paese, si possono stimare (nel 2004) circa 144 km di rete complessiva, contro i 480 Km del Regno Unito, i 349 km della Spagna e i 322 km della Francia. Nel confronto europeo, Milano è la prima realtà italiana per dotazione di linee metropolitane, con poco più di 74 km contro i 408 di Londra, gli oltre 200 km di Parigi e i quasi altrettanti di Madrid.



QUALITà DELLA VITA: SPESA SOCIALE E RACCOLTA DIFFERENZIATA. Le città sono alle prese con fenomeni ormai strutturali, quali l’invecchiamento della popolazione, l’indebolimento delle reti sociali e familiari, i cambiamenti prodotti dai flussi migratori, il diffondersi di condizioni di precarietà e di impoverimento. Di fronte a queste problematiche le risorse dei singoli Comuni appaiono fortemente differenziate sul territorio nazionale: la spesa sociale per abitante passa dai 284 euro di Milano, ai poco meno di 200 euro di Firenze, ai poco più di 100 euro di Bari e Napoli.



Nel periodo 2002- 2007, si è registrata una crescita continua della percentuale di rifiuti riciclati nelle 11 città. Gli aumenti più consistenti si sono registrati a Cagliari. Permane nel 2007 un ritardo di Roma e delle città del Sud rispetto a quelle del Centro-Nord.

Source by Silvia Michela Carrassi


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