Giardino dedicato agli aviatori caduti in Congo

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Martedì
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Novembre
16 2010

Giardino dedicato agli aviatori caduti in Congo

Commemorazione - Moratti e De Corato: “Eroi di pace, simbolo di un impegno di cui Milano è orgogliosa“

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Milano: "Milano ricorda una data triste «15 Novembre», una pagina nera per le forze di pace italiane e in particolare per laviazione. Una strage che suscitò orrore e indignazione, che rappresenta uno dei più cruenti massacri di militari italiani in una missione Onu. Il sacrificio dei nostri soldati fu riconosciuto con la Medaglia dOro al valore militare solo nel 1994 e le famiglie hanno atteso, ancora più a lungo, perché una legge consentisse di risarcire la perdita dei loro cari al servizio della pace. Insieme, oggi, riprendiamo un cammino di memoria che rappresenta una scelta etica per la nostra città”. Così il Sindaco Letizia Moratti, insieme con il vice Sindaco Riccardo De Corato, è intervenuta in piazza Francesco Guardi, alla cerimonia di intitolazione del giardino dedicato ai 13 aviatori trucidati a Kindu, in Congo.

Tra i presenti alla cerimonia anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il Generale Antonino Pasquali, ex Comandante del Distaccamento dellAeronautica Militare, a Kindu, allepoca delleccidio. Il Cappellano Militare del Comando della 1° Regione Aerea ha benedetto la targa commemorativa.

"Intitolare ai nostri aviatori, caduti in missione di pace, un giardino della nostra città – ha proseguito il Sindaco – significa scolpire il loro ricordo per sempre nei nostri cuori, affinché la loro vicenda diventi parte della nostra memoria collettiva. Insieme al sacrificio dei 13 aviatori italiani vorrei ricordare, quelli più recenti, dei nostri militari e civili a Nassirya e di tutti i martiri delle missioni italiane. Episodi drammatici che ci parlano del rischio che i nostri soldati corrono per portare aiuto e sicurezza nei Paesi dilaniati dalla violenza, che ci parlano della loro generosità, della loro umanità, del loro coraggio. Un impegno di cui siamo orgogliosi e che ci viene riconosciuto il tutto il mondo. Ai martiri di Kindu, oggi, va il nostro più grato e affettuoso ricordo insieme allabbraccio di tutta Milano”.

"Milano – dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato – è vicina ai soldati che hanno svolto o svolgono tuttora missioni allestero per riportare pace e libertà in Paesi dilaniati da guerre e dittature. Milano non dimentica i valorosi militari che per questo onorevole servizio hanno perso la vita. Come gli aviatori di Kindu, che molti giovani non conoscono e che ora potranno ricordare. Come i soldati caduti in Afghanistan e a Nassiriya. Milano è vicina alle famiglie di questi coraggiosi compatrioti e continuerà a rendere loro omaggio, manifestando sdegno e condanna ogni volta che qualcuno proverà a infangarne la memoria. Come è accaduto con gli slogan ‘Dieci, cento mille Nassirya o ‘- 6 scritto dopo la morte dei militari in Afghanistan. Un gesto che avrebbe meritato una seria condanna da parte dei giudici e non certo il proscioglimento del responsabile, un anarchico di 21 anni, come invece è accaduto. Una scelta che rischia di diffondere la certezza dellimpunità in chi offende le Istituzioni e le Forze dellOrdine, scatenando pericolose reazioni a catena”.

Era l11 novembre del 1961 quando lequipaggio di due aerei italiani, carichi di vivere e medicinali, in missione a Kindu per rifornire una piccola guarnigione dellOnu che controllava laeroporto locale ai margini della foresta equatoriale, fu scambiato per un aereo nemico e abbattuto. Uno di loro, il tenente Francesco Paolo Remotti, medico di appena 29 anni, fu subito ucciso; gli altri, condotti in città, furono invece barbaramente trucidati prima di essere abbandonati alla mercé della folla. Pochi giorni prima della tragedia di Kindu, un altro volontario italiano, Raffaele Soru, era stato ucciso in unimboscata dai ribelli congolesi.

Source by Comune_di_Milano


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