Oggi parte lultimo Space Shuttle: un tributo da parte dellESA

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Luglio
08 2011

Oggi parte lultimo Space Shuttle: un tributo da parte dellESA

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Oggi alle ore 17h26 CEST, con la missione STS-135, parte l’ultimo volo Shuttle che trasporterà, fra l’altro, il modulo logistico multi funzione (MPLM) Raffaello, di costruzione italiana.

“Penso si tratti della più straordinaria macchina volante al mondo“, dichiarò l’astronauta della NASA John Young, Comandante della prima missione dello Space Shuttle, quando le ruote del veicolo si fermarono dopo l’atterraggio il 14 aprile di trent’anni fa.
Quest’anno, poco dopo il suo trentesimo compleanno, lo Space Shuttle cesserà il servizio per raggiunti limiti di età, gli elevati costi di esercizio e il progetto di una nuova missione della NASA oltre l’orbita terrestre. “In 135 missioni, con due catastrofici insuccessi, lo Space Shuttle statunitense si è dimostrato un veicolo pieno di contraddizioni e incoerenze“, ha affermato Roger Launius, ex-responsabile storiografico della NASA e attuale curatore dello Smithsonian Air and Space Museum.

“In molte occasioni ha dimostrato notevoli capacità, ma i costi e la complessità operativa del primo sistema di trasporto spaziale riutilizzabile al mondo hanno sempre suscitato controversie e divergenze di opinione“.

Viaggiando a bordo dello Space Shuttle Columbia nel novembre 1983, il Dr. Ulf Merbold fu il primo cittadino non americano e il primo astronauta dell’ESA a raggiungere l’orbita terrestre su un veicolo spaziale statunitense. A Merbold, come a tutti quelli che hanno viaggiato a bordo dello Shuttle, dispiace che il programma sia ormai giunto al termine. “Chiunque abbia riposto fiducia in un veicolo di questo genere, affidandogli la propria vita, sviluppa con esso una specie di rapporto affettivo“, spiega Merbold.

“Quando si ritorna a casa dopo avere vissuto la spettacolare esperienza di osservare il proprio pianeta da lontano, e inoltre la missione è andata bene e si è riusciti ad acquisire importanti dati scientifici, si prova un senso di soddisfazione e felicità che si estende anche al veicolo“.

“Più razionalmente, la fine dello Shuttle è triste anche perché per un po’ di tempo non disporremo di un sistema di trasporto analogo per raggiungere la ISS, riportare sulla Terra i materiali ecc. La capsula russa Soyuz, che conosco bene e apprezzo perché è estremamente robusta, non ha capacità equivalenti nelle operazioni di scarico“.

Merbold ha partecipato alla missione STS-9 per il trasporto del primo Spacelab, un modulo laboratorio riutilizzabile sviluppato e costruito in Europa. Successivamente, nel gennaio 1992, ha partecipato alla missione STS-42 Spacelab IML-1. L’anno seguente è stato coordinatore scientifico per la seconda missione Spacelab tedesca, la D2 (STS-55).


Il volo di Merbold nella missione STS-9 segnò l’inizio di un’intensa partnership ESA/NASA che avrebbe visto gli astronauti dell’ESA impegnati in decine di voli negli anni successivi. Furono nove gli astronauti europei a lavorare insieme ai colleghi della NASA a bordo dello Spacelab nello spazio.

Delle 528 persone di 35 diversi paesi che hanno volato nello spazio, 355 di esse, provenienti da 16 paesi, hanno viaggiato a bordo dello Shuttle, tra cui 24 europei.

Oggi gli astronauti devono addestrarsi per lavorare a bordo della ISS, che è costituita da moduli e sistemi dell’ESA e delle agenzie partner di Stati Uniti, Russia, Canada e Giappone.

Con tutti i suoi difetti, lo Shuttle è ancora uno dei veicoli più complessi e capaci mai costruiti. Rimane a tutt’oggi l’unico veicolo al mondo in grado di svolgere la doppia funzione di trasporto e prelievo di grossi carichi in orbita.


Le imprese di successo dello Space Shuttle sono state numerose ed è molto difficile sceglierne solo alcune. I voli per la costruzione della ISS e le missioni di manutenzione di Hubble sono quelle che hanno avuto maggiore risalto presso l’opinione pubblica, ma ve ne sono state altre, meno conosciute, ma altrettanto notevoli.

Michel Tognini, Direttore dello European Astronaut Centre e Specialista di Missione del volo STS-93, guarda al futuro: “Ora che lo Shuttle viene dismesso, dobbiamo pensare in modo differente. Il tempo è passato, non possiamo fermarci alla bassa orbita terrestre, dobbiamo andare oltre. Pensando alle future esplorazioni della Luna e di Marte, sappiamo che non vi arriveremo a bordo di un Shuttle ma su una capsula. Tuttavia, il rientro dallo spazio a bordo di un veicolo con le ali è ancora un’idea meravigliosa che deve essere studiata e, a questo proposito, lo Space Shuttle ci ha fornito alcune preziose “lezioni“.

Source by esaint


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