E l’Oscar va a... ''Chicago'' per 6 volte Riconoscimenti per "Il pianista" e Polanski

Lunedì
14:18:17
Febbraio
09 2004

E l’Oscar va a... ''Chicago'' per 6 volte Riconoscimenti per "Il pianista" e Polanski

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Proteste fuori, pacifismo dentro, spillette e molte lacrime. È stata questa la 75esima edizione della 'Notte degli Oscar’ iniziata tra paure, tensioni e proteste. Pacifisti e sostenitori di George Bush hanno accolto l’ingresso delle star all’interno del Kodak Theater di Los Angeles.

I dimostranti contro la guerra portavano una copia ingrandita della statuetta con
la bocca imbavagliata.

Le proteste sono proseguite anche durante la cerimonia: striscioni con scritto '
Bush tradisce gli Usa’,'Oscar per la pace’, e, dall’altra parte, cori 'Usa Usà e 'God bless Americà . Tra le proteste più singolari, quella di Susan Sarandon e Tim Robbins, due dei più impegnati artisti americani, arrivati a bordo di auto elettriche invece che delle consuete limousine per protesta contro la politica petrolifera degli Usa. Meglio la questione defezioni. Sono state molto meno di quelle temute. Solo gli annunciati Will Smith, Paul Newman, Eminem, Roman Polanski, Aki Kaurismaki e Cate Blanchett, gli altri c'erano più o meno tutti. La guerra, però, si è fatta sentire anche dentro il teatro.

Steve Martin l’ha appena accennata nel monologo iniziale: "Tutti hanno appoggiato
la mia presentazione quest'anno, ad eccezione di Francia e Germania", ha detto. Il primo a portare seriamente l’argomento guerra nella Notte è stato Chris Cooper, premio Oscar come miglior attore non protagonista per 'Il ladro di Orchidee’: "Vorrei augurare a tutti quanti la pace", ha detto l’attore che è stato anche il primo di molti artisti a mostrare la spilletta 'Uniti per la pace’ (indossata da molti, anche da Colin Farrell, Salma Hayek, Julianne Moore).

Particolare curioso sul premio al miglior film straniero: il favorito Aki
Kaurismaki per 'l’uomo senza passato’ era assente per protesta contro la guerra ma anche la vincitrice, la tedesca Caroline Link, non si è presentata a ritirare il premio per 'Nowhere in Africa’. Poi, dopo quasi due ore di cerimonia, il primo applauso contro la guerra: a 'provocarlo, il 24enne attore messicano Gael Garcia Bernal, interprete di 'Y tu mama tambien', che ha presentato l’esibizione di Caetano Veloso.

"Sono convinto che se Frida fosse qui -ha detto l’attore- sarebbe anche lei
contro la guerra". Ma è stato niente di fronte all’urlo di Michael Moore, Oscar per il miglior documentario con "Bowling for Columbine", il film contro l’uso delle armi negli Usa. Moore ha urlato contro la politica di Bush. "A nome anche di tutti gli altri candidati a questo premio -ha detto Moore- siccome ci piace la realtà , vorrei dire che purtroppo viviamo in tempi fittizi, in momenti in cui c’è un presidente eletto in modo fittizio, un uomo che ci manda e ci porta in guerra per ragioni fittizie. Se la realtà è fittizia, noi siamo contrari a questa guerra. Vergogna, vergogna -ha urlato Moore- anche il Papa è contro, Bush sei finito!". Volti imbarazzati in platea, molti fischi e applausi hanno accolto il discorso di Moore, un vero scossone per la serata. Da lì in poi quasi tutti i premiati si sono espressi sul tema della guerra: "Sono pieno di gioia -ha detto Adrien Brody, miglior attore per 'Il pianistà - ma anche pieno di tristezza perché stiamo vivendo in un periodo molto strano. Sono consapevole della tristezza e disumanità della guerra. Non so se sia Dio o Allah, ma che vi protegga e che vi faccia pregare per la pace e trovare soluzione pacifica. Ho un amico del Queens - ha concluso l’attore- spero ritornerai molto presto". Ancora qualche accenno all’atmosfera internazionale nel discorso di Dustin Hoffman, serissimo: "Che ci crediate o no - ha detto- siamo qui per l’opera degli artisti che può illuminare il passato e dargli rilevanza per il presente e per il futuro". Pro Usa invece il discorso di Barbra Streisand: "Sono orgogliosa di vivere in un Paese che ci garantisce di dire qualsiasi cosa e di cantare qualsiasi cosa in cui crediamo". Ringraziamento agli Usa anche da parte di Peter Ã’Toole, premio alla carriera e lacrime, tante lacrime, per Nicole Kidman, miglior attrice per 'The hours': "Si chiede perché si va alla cerimonia dell’Academy quando il mondo è così sconvolto -ha detto la Kidman- Io credo che sia perché l’arte è importante e perché si crede in ciò che si fa e si vuole rendere omaggio a questo convincimento. Deve essere una tradizione che deve essere sempre mantenuta. Si pensa e si dice che ci sono tanti problemi nel mondo, dall’11 settembre c’è stato molto dolore, molti hanno perso i loro cari e nella guerra altre persone ne perderanno altri. Che Dio li benedica". Ha proseguito Frank Pierson, presidente dell’Academy: "Voglio dire ai soldati e alle soldatesse: speriamo di riavervi con noi il prima possibile.

E agli iracheni - ha aggiunto Pierson- vorrei dire: troviamo la pace per poter
vivere senza la guerra". Ma il tono conciliatore è durato poco giusto il tempo per il premio a Pedro Almodovar, miglior sceneggiatura originale con 'Parla con leì: "Voglio dedicare questo premio -ha detto Almodovar- a tutti quelli che stanno alzando la loro voce per la pace, per il rispetto dei diritti umani, per la democrazia e la legalità internazionali che sono qualità essenziali per vivere". La conclusione a Steve Martin, presentatore della Notte più difficile degli ultimi 50 anni: "Vorrei dire una cosa agli uomini e alle donne che sono impegnati nel conflitto: stiamo pensando a voi. Perchè? Speriamo che vi siate divertiti con questo spettacolo. Era per voi".

LA NOTTE DELLE STELLE
Ecco la lista dei vincitori dei premi Oscar, giunti alla 75/a edizione e che sono stati consegnati nel corso della cerimonia svoltasi al Kodak Theatre di Hollywood.

- MIGLIOR FILM: 'Chicago, di Rob Marshall (Miramax, Usa).
- REGISTA: Roman Polanski ('Il pianista).
- ATTORE: Adrien Brody ('Il pianista).
- ATTRICE: Nicole Kidman ('The Hours').
- ATTORE NON PROTAGONISTA: Chris Cooper ('Il ladro di orchidee).
- ATTRICE NON PROTAGONISTA: Catherine Zeta-Jones ('Chicago’).
- FILM STRANIERO: 'Nowhere in Africà , di Caroline Link (Germania).
- SCENEGGIATURA ORIGINALE: Pedro Almodovar ('Parla con lei’).
- SCENEGGIATURA NON ORIGINALE (adattamento): Ronald Harwood ('Il pianistà).
- FOTOGRAFIA: Conrad L. Hall ('Era mio padre’).
- MONTAGGIO: Martin Walsh ('Chicago’).
- SCENOGRAFIA: John Myhre, Gordon Sim ('Chicago’).
- COSTUMI: Colleen Atwood ('Chicago’).
- TRUCCO: John Jackson, Beatrice De Alba ('Frida’).
- SONORO: Michael Minkler, Dominick Tavella, David Lee ('Chicago’).
- EFFETTI SONORI: Ethan Van der Ryn, Michael Hopkins ('Il Signore degli Anelli - Le due Torri’).
- EFFETTI VISIVI: Jim Rygiel, Joe Letteri, Randal William Cook, Alex Funke ('Il Signore degli Anelli - Le due Torri’).
- CANZONE: 'Lose Yourself’('8 Mile’), di Eminem, Jeff Bass, Luis Resto.
- COLONNA SONORA: Elliot Goldenthal ('Frida’).
- FILM D’ANIMAZIONE: 'Spirited Away', di Hayao Miyazaki.
- DOCUMENTARIO: 'Bowling a Columbine’, di Michael Moore e Michael Donovan.
- DOCUMENTARIO CORTOMETRAGGIO: 'Twin Towers', di Bill Guttentag e Robert David Port.
- CORTOMETRAGGIO: 'This Charming Man’('Der Er En Yndig Mand'), di Martin Strange-Hansen e Mie Andreasen.
- CORTOMETRAGGIO D’ANIMAZIONE: 'The ChubbChubbs', di Eric Armstrong.
- PREMIO ALLA CARRIERA: Peter Ã’Toole.

Source by TG5


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