Movimento libero carta dei valori

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Novembre
04 2012

Movimento libero carta dei valori

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Movimento Libero nasce da una forte spinta anti-partitocratica. Stanchi di tutti gli sprechi e i privilegi che la classe dirigente partitocratrica di centro-destra-sinistra ha da sempre prodotto, si è scelto di formare un nuovo soggetto politico, svincolato dai partiti tradizionali, che miri a compiere una vera e propria rivoluzione politica.Rivoluzione nel senso etimologico del termine, ossia grande cambiamento.

Infatti, solo attraverso una vera e propria rivoluzione si può smantellare un sistema che sta incancrenendo il Paese. Solo attraverso una vera "contrapposizione democratica”, senza mai scendere a compromessi, si può sperare e si deve provare a scardinare il sistema partitocratrico. I partiti hanno trasformato il giusto dettame costituzionale democratico in una oligarchia che gestisce il potere, escludendo il popolo da una reale partecipazione attiva e costituendo la massima fonte degli sprechi e dei privilegi.

Ecco allora la necessità di dare vita ad un nuovo soggetto politico, che porti il popolo ad essere protagonista, di nuovo sovrano e lo Stato ad essere vero sistema democratico e non più oligarchico. Punto cruciale diventa limpossibilità di allearsi con i partiti che hanno creato questo sistema e di cui ora ne fanno parte: cè bisogno di intransigenza. Lobiettivo è quello di sradicare democraticamente, attraverso le elezioni, la partitocrazia con tutta la sua arroganza. Essenziale risulta quindi non scendere mai a nessun compromesso con questi soggetti, siano essi di centro, di destra o di sinistra, perché altrimenti lunico risultato sarebbe lavallo e il rafforzamento del modo di fare politica attuale che noi denunciamo e vogliamo combattere. Noi auspichiamo ad una politica nuova, dove il cittadino con il suo voto dà potere e toglie potere. Un seggio al parlamento, secondo noi, non è per sempre! Oggi la vera sfida della politica è la coerenza e la classe dirigente nuova, che noi vogliamo vedere al potere, deve crescere secondo un sistema meritocratico già dalla base. Il programma politico di ogni soggetto deve diventare un caposaldo dellazione di governo e non, come avviene oggi, uno specchietto per le allodole, stravolto, dopo le elezioni, dalle logiche di partito e dagli interessi delle lobby dei potenti. Il sistema in cui noi crediamo dovrà consentire al popolo di tornare sovrano e non schiavo del politico di turno giunto e aggrappato al potere grazie a false promesse, rimpasti, giochi di palazzo e logiche di convenienza. Fare politica è una professione e il bilancio dellattività si deve misurare con il consenso diretto dei cittadini. Gli incompententi, i ladri e i furbetti devono andare a casa. Uno spazio nel Parlamento italiano non sarà per Movimento Libero il punto di arrivo, ma, al contrario, il punto di partenza per una nuova fase di rinnovamento per il Paese. Nelle cabine di comando delle istituzioni arriveremo grazie al forte sodalizio con la gente comune, instaurato attraverso una crescita graduale basata, in primis, sul rispetto assoluto dei valori che predichiamo oggi, sullestenuante battaglia contro ogni forma di spreco e soprattutto di privilegio a qualunque livello, nella convinta intenzione di dimostrare che non tutte le persone impegnate in politica sono uguali e che esiste ancora, nonostante il popolo sia ormai sfiduciato, una classe politica nuova, con rinnovati stimoli e valori da perseguire. Cambiare si può, cambiare si deve! Vogliamo diventare il soggetto politico che gli italiani vorrebbero, ma di cui ne credono impossibile lesistenza. Tutto questo non basterebbe a dare al Paese quella svolta che tutti noi aspettiamo da tempo, auspicata dopo lo scossone di tangentopoli, ma rinata tale e quale grazie allinnata capacità della nostra classe dirigente di riciclarsi e districarsi magistralmente tra le pieghe del variopinto tessuto politico italiano.

Movimento Libero ha elaborato durante la conferenza programmatica del Settembre 2006 i pilastri della sua azione politica, una sorta di manifesto politico che definisce il pensiero e i valori di riferimento del Movimento: legalità, socialità e riforma dello Stato sono i tre capisaldi. Legalità Legalità sostanziale e non solo formale. E necessario che lo Stato sia autorevole e garantisca la certezza delle pene ai cittadini. I vari indulti, sanatorie sullimmigrazione, condoni edilizi e fiscali, pur essendo legittimi dal punto di vista formale perché approvati nelle sedi istituzionali preposte e nelle forme previste dalla norma, minano alle fondamenta la fiducia del Popolo. Lo Stato deve essere autorevole garantendo la certezza dei diritti e dei doveri, ma laver trasformato quello che è uneccezione (come i provvedimenti sopraccitati) nella regola, di fatto ha gradualmente disperso la fiducia della gente comune che vede chi ha compiuto reati uscire di progione, chi è entrato illegalmente nel Paese rimanerci, chi ha compiuto abusi o evasioni fiscali farla franca attraverso i diversi condoni. Ecco allora che Movimento Libero teorizza la necessità di uno Stato che garantisca la Legalità, ossia il rispetto di tutte le norme, in modo sostanziale e non formale. Questo permetterebbe innanzitutto di dare quella certezza del diritto che riteniamo indispensabile, ma soprattutto evitare che si insinui in alcuni individui la possibilità di delinquere o comunque di non rispettare le norme perché tanto è possibile "farla franca”. Al concetto di Legalità sono strettamente connesse due questioni fondamentali come la sicurezza e la giustizia: il cittadino Italiano ha una forte percezione di insicurezza. Lo Stato deve garantire il rispetto pieno della legalità prevenendo, ma anche reprimendo con decisione, attraverso la magistratura e le forze di Polizia. E compito della politica implementare lefficacia di questi organi attraverso una seria politica di ristrutturazione e potenziamento che permetta di andare nella direzione auspicata. Più presenza nelle strade significa riavvicinare lo Stato ai cittadini che si sentono protetti anche fuori dalle mura domestiche. Procedure penali più snelle e sanzioni più eque ai reati ridarebbero, a noi cittadini, la sensazione di uno Stato giusto, sicuro e fortemente intransigente. Per noi giustizia significa anche giustizia fiscale.

Crediamo seriamente possibile e doveroso inserire nella Carta Costituzionale un massimo di imposizione fiscale diretta e indiretta del 33%. Questo permetterebbe un rilancio immediato della depressa economia del Paese e una prospettiva di un lungo periodo di benessere. Allora sì, con unimposizione giusta, lo Stato dovrà essere garante del fatto che tutti, e proprio tutti i cittadini, svolgano nella totalità il proprio ruolo di contribuenti. Per noi è inaccettabile che uno Stato moderno, democratico e libero prelevi ormai quasi 8 mesi allanno di lavoro su 12 di ogni individuo per le tasse. Tutto questo va modificato. Non accettiamo oggi la tesi di qualcuno che, vista lalta pressione fiscale, comprende levasione, perché verremmo meno a quel principio di legalità sostanziale che riteniamo indispensabile, ma allo stesso modo riteniamo indispensabile un immediato riordino della fiscalità, che possa essere percepita come giusta e che senzaltro, come detto, ridarebbe fiato alleconomia stagnante del nostro Paese. A tutto questo è strettamente collegato un altro pilastro del nostro pensiero: comè la socialità. Socialità Riteniamo indispensabile, in primo luogo, utilizzare le risorse dello Stato, incamerate attraverso una tassazione giusta, per innalzare la qualità media della vita degli Italiani. Innanzitutto attraverso una sensibile riduzione dellimposizione fiscale. Chi sta bene, starà meglio e utilizzerà il proprio denaro per alimentare sempre di più il motore pulsante del Paese: leconomia (Maggiori acquisti, maggiori investimenti, ecc.). Inoltre linnalzamento della qualità della vita delle fasce deboli della popolazione porterebbe il Paese ad avere una rinascita e nuovi stimoli. Disoccupati, anziani, giovani coppie, bambini e disabili: sono queste le categorie per le quali lo Stato deve lavorare per migliorarne la situazione. Creare posti di lavoro, far vivere serenamente la vita agli anziani, permettere alle giovani coppie di poter avere una famiglia, tutelare i diritti dei bambini e dei disabili, andando a smascherare chi disabile davvero non è, deve essere la missione principale di uno Stato autorevole che, con il rispetto sostanziale della legalità, garantirebbe senzaltro quella "rivoluzione” che noi auspichiamo.

Così facendo non solo si aumenterebbe la qualità della vita media degli Italiani, ma si andrebbe ad innescare un riflesso virtuoso sulla sicurezza (è chiaramente più facile che delinqua chi ha più bisogno) e sulleconomia. Movimento Libero nasce con una vocazione laica, ma riconosce fortemente le origini Cristiane dellEuropa che, nel corso dei secoli, ha forgiato positivamente il carattere del nostro popolo. Siamo europeisti e crediamo con convinzione che lintegrazione tra le culture sulla nostra terra sia un dovere sociale e un obiettivo da perseguire. Non siamo però disposti a dimenticare il valore fondamentale delle nostre tradizioni e dei nostri diritti e il nostro ruolo centrale, come popolo italiano, nei processi dintegrazione sul nostro territorio. Siamo certi che per ottenere tutto questo siano necessari processi attenti e graduali, basati su una legislazione costruita intorno alla regola che diventare cittadino italiano comporta, in primis, il rispetto di molti doveri prima dellacquisizione dello stato di diritto. Doveri verso le istituzioni e il popolo italiano, disposto ad integrarsi, ma non a farsi soggiogare. Riforma dello Stato Non ultima, è necessaria una seria e profonda riforma dello Stato. Noi riteniamo necessaria lelezione diretta del Presidente della Repubblica come fatto di democrazia. Riteniamo indispensabile listituzione di una sola camera del Parlamento, composta al massimo da 400 deputati, anziché le due attuali composte da 915 parlamentari. Questo consentirebbe un enorme abbattimento dei costi e contemporaneamente una forte spinta sullefficienza legislativa del Paese. Riteniamo opportuno un peso maggiore della conferenza Stato-Regioni, ma queste ultime non dovranno più utilizzare fondi di "politica estera” per incarichi esterni e consulenze.

Teorizziamo labolizione delle Province, che tra laltro hanno poche reali competenze che incidono direttamente sulla vita del cittadino, col passaggio di risorse e di personale ai Comuni, che dovrebbero coordinarsi in conferenze permanenti darea a costo zero. Questo permetterebbe leliminazione di elevati costi di gestione e soprattutto un incremento delle capacità dei Comuni Italiani, rafforzati conseguentemente in termini di risorse e competenze. Per tutti gli enti rimane ferma la necessità di eliminare sprechi e privilegi derivanti da consulenze, incarichi esterni e utilizzo non parsimonioso del denaro pubblico, cioè il denaro dei cittadini. Rimangono aperti molti temi come lEuropa, lAmbiente, le infrastrutture, la Sanità, letica e la famiglia. Non sono meno importanti, anzi, ma abbiamo ritenuto indispensabile con questo scritto dare gli spunti necessari per capire il pensiero di Movimento Libero nfo@movimentolibero.it

Alfredo d’Ecclesia

Source by Alfredo_d_Ecclesia


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