Legge sul cinema: nasce un Fondo da 400 milioni di euro

Domenica
09:06:38
Febbraio
07 2016

Legge sul cinema: nasce un Fondo da 400 milioni di euro

Franceschini: aumentati i finanziamenti del 60%, +150 milioni e criteri di selezione automatici e più efficienti

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Con il nuovo fondo da 400 milioni di euro, l’italia potenzia l'investimento nel cinema.

Forti innovazioni negli strumenti di sostegno pubblico all’industria del cinema e dell’audiovisivo e nuove risorse dal Consiglio dei Ministri del 28 gennaio 2016 che ha approvato, su proposta del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini il disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica "Disciplina del Cinema, dell’Audiovisivo e dello Spettacolo". Creato il "Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo", per sostenere gli interventi per il cinema e l’audiovisivo attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit.

Il provvedimento aumenta in modo consistente le risorse e innova profondamente le regole, ha spiegato il ministro Franceschini nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei Ministri.

In particolare:

Fondo Cinema

Con il Fondo Cinema aumentano le risorse del 60%: 150 milioni in più e introduzione di un meccanismo virtuoso di autofinanziamento. Il fondo è alimentato direttamente dagli introiti erariali già derivanti dalle attività di: programmazione e trasmissione televisiva, distribuzione e proiezione cinematografica, erogazione di servizi di accesso ad internet da parte delle imprese telefoniche e di telecomunicazione. Pertanto, a decorrere dal 2017, una percentuale fissa (11/12%) del gettito Ires e Iva di questi settori verrà destinato al finanziamento del Cinema e dell’audiovisivo.

Nessuna nuova tassa ma un virtuoso meccanismo di "autofinanziamento" della filiera produttiva che viene incentivata a investire e innovare e che fa scomparire l’attuale incertezza annuale sui fondi destinati al cinema: il nuovo fondo non potrà mai scendere sotto i 400 milioni di euro annui.

Automatismo dei finanziamenti e reinvestimento nel settore

La nuova Legge Cinema abolisce le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti in base al cosiddetto "interesse culturale" e introduce un sistema di incentivi automatici per le opere di nazionalità italiana. La quantificazione dei contributi avviene secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala. I produttori e i distributori cinematografici e audiovisivi riceveranno i contributi per realizzare nuove produzioni.

Sostegno per le promesse del nostro cinema

Fino al 15% del nuovo Fondo Cinema è dedicato ogni anno al sostegno di opere prime e seconde, giovani autori, start-up, piccole sale.Vengono rafforzati i contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità e previsto un Piano nazionale per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo.

Potenziati i 6 Tax credit cinema e previsti incentivi fino al 30% per chi investe nel cinema e nell’audiovisivo

Previsto il potenziamento del credito di imposta. Sono rafforzati i 6 tax credit per incentivare la produzione e la distribuzione cinematografica ed audiovisiva e per favorire l’attrazione di investimenti esteri nel settore cinematografico e audiovisivo. Possono beneficiare dei 6 tax credit:

- le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione;
- i distributori che programmano il cinema italiano, incentivando la concorrenza e aumentando le quote di mercato;
- le imprese italiane che lavorano per produzioni straniere;
- le imprese esterne al settore che investono nel cinema italiano;
- gli esercenti che gestiscono le sale.

Il Tax credit aumenta fino al 40% per i produttori indipendenti che distribuiscono il film in proprio.

Anche l’audiovisivo entra nel Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotazione iniziale di 5 milioni di euro

Con decreto del Mise e del Mibact viene istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, dotata di contabilità separata, destinata a garantire operazioni di finanziamento di prodotti audiovisivi. La sezione ha una dotazione iniziale di 5 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Incentivi e semplificazioni per chi investe in nuove sale, fino a 100 milioni in tre anni

Il rafforzamento del sostegno al cinema e all'audiovisivo è affiancato da un intervento di incentivi per chi ristruttura e investe in nuovi cinema. Aumenterà il numero degli schermi e la qualità delle sale coinvolgendo un numero molto più ampio di spettatori soprattutto a favore del cinema italiano. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 100 milioni di euro in tre anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove.

Sale storiche: più semplice la dichiarazione di interesse culturale per cinema, teatri e librerie storiche

Viene agevolato il riconoscimento della dichiarazione di interesse culturale che può avere ad oggetto anche sale cinematografiche, sale teatrali e librerie storiche. Questo consente che per favorire la conservazione e la valorizzazione delle sale storiche è possibile apporre il vincolo di destinazione d'uso.

Istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo

In sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, viene istituito il Consiglio superiore per il cinema e l’audiovisivo che svolge attività di elaborazione delle politiche di settore, con particolare riferimento alla definizione degli indirizzi e dei criteri generali di investimento a sostegno delle attività cinematografiche e audiovisive. Il Consiglio è composto da 10 membri di alta competenza ed esperienza nel settore e dai rappresentanti delle principali associazioni.

Procedure più stringenti per la programmazione del cinema in tv e per gli investimenti delle televisioni

Il Governo è delegato ad adottare uno o più decreti legislativi per introdurre procedure più trasparenti ed efficaci in materia di obblighi di investimento e programmazione di opere audiovisive europee e nazionale da parte dei fornitori dei servizi media audiovisivi.

Sparisce la "censura di Stato"

Non più commissioni ministeriali a valutare i film, il provvedimento prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici. Come già avviene in altri settori e sostanzialmente tutti i paesi occidentali, saranno gli stessi operatori a definire e classificare i propri film; lo Stato interviene e sanziona solo in caso di abusi.

Delega per il "Codice dello spettacolo"

Il Governo è delegato a realizzare entro un anno il "Codice dello spettacolo" dove confluiranno la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche e il riassetto di tutti gli ambiti dello spettacolo: dal teatro, alla prosa, alla danza, agli spettacoli viaggianti e alle attività circensi.

Source by MiBACT


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