Stati uniti d'europa di Primo Mastrantoni - Quando finisce questa emergenza Coronavirus, si chiedono e ci chiedono? La risposta non c'è, almeno che non ci si voglia affidare a un astrologo o a un cartomante.
Per affrontare la pandemia ci sono due strade da percorrere: la prima è quella di lasciar correre l'infezione, tesi proposta del premier britannico Boris Johnson, il che provoca un numero elevato di morti, la seconda è quella della ricerca del vaccino e della adozione di misure di contenimento.
Le misure di contenimento sono più o meno efficaci in relazione alla predisposizione di piani sanitari, da attuare coerentemente ed efficacemente.
E' sotto gli occhi di tutti che nel nostro Paese le indicazioni sanitarie nazionali sono state parzialmente ignorate e le Regioni hanno fatto da sé. I risultati sono evidenti: circa 129 mila contagiati e 16 mila morti con un indice di letalità, cioè il rapporto tra infettati e i morti, del 12%.
In Germania l'indice di letalità è dell'1,4%. Ci sono circa 110 mila contagiati e 1600 morti.
Da rilevare che la Germania ha 83 milioni di abitanti e l'Italia 60 milioni.
Il perché lo abbiamo spiegato in un precedente intervento, che riassumiamo: la Germania ha predisposto un piano emergenziale in caso di pandemia, fin dal 2005, che è stato eseguito in tutto il territorio. Un esempio per tutti: in Germania si fanno 350 mila tamponi a settimana. Insomma, organizzazione e disciplina.
Che fare dunque, per il futuro?
Un Piano pandemico europeo, è la risposta, con il trasferimento di poteri sanitari in sede comunitaria.
Domani si riunirà il Consiglio europeo, formato dai capi di Stato e di Governo. Potrebbe essere l'occasione buona per approvare iniziative sanitarie, oltre a quelle economico-finanziarie.
Occorre muoversi insieme. Occorrono gli Stati Uniti d'Europa.
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