Nuova sentenza del Consiglio di Stato, non sono a carico del ricorrente, le spese di giudizio/soccombenza

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Febbraio
07 2022

Nuova sentenza del Consiglio di Stato, non sono a carico del ricorrente, le spese di giudizio/soccombenza

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COMICOST nuova sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso riguardo le spese di giudizio/soccombenza. Una ricorrente [1] del COMICOST era stata condannata alle spese di giudizio e il cds ha accolto la nostra impugnazione. È una situazione importante, in quanto, crea un precedente, che vincolerà il TAR a non condannare i ricorrenti soccombenti [2].

«Cosa significa soccombenza [2]: Il principio della soccombenza afferma che il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa.»

Segue la sentenza del Consiglio di Stato

N. 00366/2022 REG.RIC. - Pubblicato il 04/02/2022 N.0_0_5_50__2/_0_2_2_ REG.PROV.CAU. N. 00366/2022 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 366 del 2022, proposto da - OMISSIS -, rappresentata e difesa dall’Avvocato Nino Filippo Moriggia, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

- OMISSIS -, in persona del Direttore Generale pro tempore, rappresentata e difesa dall’ - OMISSIS -, con domicilio eletto presso lo studio dell’Avvocato Claudio Ferrazza in Roma, via Crescenzio, n. 19;

- OMISSIS -, in persona del Direttore Generalepro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocato- OMISSIS - e dall’Avvocato - OMISSIS -, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

per la riforma


dell’ordinanza cautelare n. 618 del 16 dicembre 2021 del Tribunale amministrativo regionale per l’Emilia Romagna, sez. II, resa tra le parti, concernente l’annullamento del provvedimento di sospensione e di ogni atto presupposto e consequenziale.

N. 00366/2022 REG.RIC.

visto l’art. 62 c.p.a.;

visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

visti tutti gli atti della causa;

visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Azienda- OMISSIS -;

vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di reiezione della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado; viste le conclusioni delle parti come da verbale;

relatore nella camera di consiglio del giorno 3 febbraio 2022 il Consigliere Massimiliano Noccelli;

- ritenuto che l’appello cautelare, proposto all’unico fine di chiedere la riforma dell’ordinanza nella parte in cui ha condannato - OMISSIS - alle spese del primo grado del giudizio, è fondato, in quanto sussistono le gravi ed eccezionali ragioni di cui all’art. 92, comma secondo, c.p.c. – v., sul punto, Cons. St., sez. III, 17 luglio 2021, n. 5390 – per compensare interamente tra le parti le spese del presente grado del giudizio cautelare, attesa la novità della questione relativa all’introduzione dell’obbligo vaccinale a carico dei sanitari nonché, e soprattutto, al delicato bilanciamento dei valori in gioco, sotteso all’introduzione di tale obbligo (sul quale, ex plurimis, v. già questo Consiglio di Stato, sez. III, 20 ottobre 2021, n. 7045);

- considerato che, per le medesime ragioni, sussistono le ragioni per compensare interamente tra le parti le spese del presente grado del giudizio cautelare;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza) accoglie l’appello

cautelare di - OMISSIS - (Ricorso numero: 366/2022) e per l’effetto, in parziale riforma dell’ordinanza impugnata, compensa interamente tra le parti le spese del primo grado del giudizio cautelare.

Compensa interamente tra le parti le spese del presente grado del giudizio cautelare.

N. 00366/2022 REG.RIC.

La presente ordinanza sarà eseguita dalla pubblica amministrazione ed è depositata presso la Segreteria della Sezione, che provvederà a darne comunicazione alle parti. Ritenuto che sussistano i presupposti di cui di cui all’art. 52, commi 1 e 2, del d. lgs. n. 196 del 2003 e all’art. 9, paragrafi 1 e 4, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 e all’art. 2-septies del d. lgs. n. 196 del 2003, come modificato dal d. lgs. n. 101 del 2018, manda alla Segreteria di procedere, in qualsiasi ipotesi di diffusione del presente provvedimento, all’oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi dato idoneo a rivelare lo stato di salute di - OMISSIS -.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 3 febbraio 2022, con l’intervento dei magistrati:

Michele Corradino, Presidente,
Massimiliano Noccelli, Consigliere, Estensore,
Raffaello Sestini, Consigliere,
Solveig Cogliani, Consigliere,
Umberto Maiello, Consigliere

L'ESTENSORE Massimiliano Noccelli

IL PRESIDENTE Michele Corradino

IL PRESIDENTE Michele Corradino

IL SEGRETARIO - In caso di diffusione omettere le generalità e gli altri dati identificativi dei soggetti interessati nei termini indicati.

1) "Ricorrente" nelle consulenze legali. Chi presenta un ricorso. 1. Che ricorre, che ha fatto ricorso (per ottenere giustizia): la parte r.; spesso sostantivato: il r., i r., la parte che ha proposto ricorso a un'autorità amministrativa o giurisdizionale.

2) Il principio della soccombenza afferma che il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte e ne liquida l'ammontare insieme con gli onorari di difesa. La parte soccombente è tenuta anche a pagare allo Stato le spese processuali, calcolate in termini di ore lavorate dal giudice, costo delle perizie di parte del pubblico ministero e del giudice, di una quota fissa relativa all'utilizzo della struttura. Taluni ritengono che la #soccombenza e il ribaltamento di una quota maggiore delle spese processuali sui ricorrenti possano essere uno strumento deflativo del contenzioso civile e un disincentivo al moral hazard, la pratica di tentare una causa per ottenere un risarcimento, essendo, a vantaggio di chi propone ricorso e soccombe, prassi frequente la compensazione delle spese legali fra le singoli parti, e minime le spese processuali a carico dei ricorrenti. Maggiori costi contribuirebbero a ridurre drasticamente liti e resistenze temerarie, e numero e durata media delle cause civili. Fra gli svantaggi, viene annoverato il rischio di privare completamente molti cittadini del diritto di difesa e alla giustizia civile. Altro argomento deriva dal vantaggio economico in termini di un maggiore risarcimento rispetto a quello riconoscibile preventivamente in sede di conciliazione e arbitrato, che la parte vincitrice trarrebbe dal protrarsi della causa: tale vantaggio potrebbe tradursi in un contributo alle spese processuali non limitato alla parte soccombente. Non sempre l'addebito degli oneri alla parte soccombente è un deterrente al protrarsi del contenzioso, ad esempio qualora il proponente ricorso ottenesse in appello un risarcimento simile a quello di primo grado, ovvero in uno dei due gradi di giudizio un risarcimento pari a quanto determinato in sede di conciliazione e arbitrato, casi in cui di contro la legge permetterebbe al giudice di penalizzare la parte ricorrente. / wikipedia

Source by Redazione


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