ROMA - Sabato e domenica prossimi poco meno di 12 milioni di italiani, esattamente 11.914.427, sono chiamati al voto di ballottaggio per eleggere i sindaci di 101 comuni e i presidenti di 22 province. Il voto, nelle 14.338 sezioni elettorali, si svolgera' dalle 15 alle 22 di sabato 26 e dalle 7 alle 22 di domenica 27.
Nelle province in cui si tiene il turno di ballottaggio l’amministrazione uscente è di centrodestra in 15 (Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Bergamo, Brescia, Milano, Sondrio, Padova, Verona, Pordenone, Chieti, l’Aquila, Isernia, Catanzaro, Brindisi) e di centrosinistra nelle altre 7 (Cremona, Lecco, Lodi, Belluno, Piacenza, Macerata, Rieti). Dei 101 comuni chiamati al ballottaggio 11 hanno popolazione sino a 15 mila abitanti, 90 superiore e tra questi ci sono 6 capoluoghi di provincia: Vercelli, Biella, Bergamo, Arezzo, Firenze, Foggia. Le amministrazioni uscenti sono di centrodestra a Bergamo, Arezzo e Foggia e di centrosinistra a Vercelli, Biella e Firenze.
La sfida che più di ogni altra ha acquistato una valenza politica è quella per la Provincia di Milano tra l’uscente Ombretta Colli della Cdl e lo sfidante Filippo Penati del centrosinistra. Nell’intervallo tra il primo turno e il ballottaggio la Colli, che oggi ha detto di ritenere il sistema elettorale a due turni ''un po’ il retaggio del passato'', ha ricevuto l’appoggio della Lega. A quanti sottolineano che la vicenda di Bergamo, dove il candidato della Cdl Valerio Bettoni ha rifiutato l’apparentamento con la Lega, potrebbe avere riflessi negativi a Milano, il ministro della giustizia Roberto Castelli ha risposto che ''l’impegno a sostegno di Ombretta Colli è totale, una volta presa la decisione siamo qui''. Penati, che è sostenuto da centrosinistra, Rifondazione comunista e Italia dei Valori, ha fatto solo accordi politici evitando apparentamenti perché ha detto di ritenerli ''accordi fatti dagli stati maggiori dei partiti per avere un contentino o qualche posto di sottogoverno'' e ha ricordato di aver indicato prima del voto come suo vice Alberto Mattioli e alcuni componenti tecnici della squadra tra cui don Mazzi. Per Massimo Cacciari se il centrodestra perdesse per la Cdl sarebbe una catastrofe, con effetti che si farebbero sentire anche alla Regione Lombardia, e un preludio alla perdita del comune di Milano nel 2006.
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