Francia. Autorizzate, ma per cinque anni, le ricerche sull’embrione

Sabato
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Luglio
24 2004

Francia. Autorizzate, ma per cinque anni, le ricerche sull’embrione

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Il testo di revisione delle leggi in materia di bioetica è stato adottato l’8 luglio, dopo tre anni di lavoro intenso e di discussioni appassionate nel corso di due legislature e sotto differenti ministri della Sanita', di destra e di sinistra. Il testo ha subito modifiche profonde rispetto alla bozza iniziale del 2002.

Argomento alquanto controverso, la ricerca sull’embrione umano, o meglio sulle cellule embrionali, ha infine ottenuto l’autorizzazione per un periodo di cinque anni. Lo hanno deciso deputati e senatori, riuniti in commissione mista paritaria. È un cambiamento evidente rispetto alle leggi del 1994, le quali vietavano tassativamente qualsiasi ricerca sull’embrione. Ma è anche una decisione ambigua, poichè il punto di partenza è ancora il divieto, salvo autorizzare le ricerche "a titolo di deroga e per cinque anni". Gli embrioni cui ci si riferisce sono quelli eccedenti dalle tecniche di fecondazione assistita. I gruppi di centro destra dell’UMP (union pour un mouvement populaire di Jacques Chirac e Jean Pierre Raffarin) e UDF (union dèmocratique fèdèrale di François Bayrou) hanno votato a favore; socialisti e comunisti contro.

La nuova legge stabilisce che la clonazione riproduttiva è un "crimine contro la specie umana", passibile di trent'anni di carcere e una multa di 7,5 milioni di euro. Condanna parimenti la clonazione terapeutica con sette anni di prigione e 100.000 euro d'ammenda. Punto di partenza, secondo i più ottimisti, di una favolosa medicina rigenerativa, la clonazione terapeutica rimane soggetto di controversie appassionate e d'inquietudine.

Per il ministro della Sanita', Philippe Douste-Blazy, "il documento è equilibrato. E per quanto concerne la sperimentazione sull’embrione e le cellule embrionali, attualmente i ricercatori sono soggetti al divieto assoluto della legge del 1994, la quale autorizza solo attivita' che non intacchino l’embrione". Il progetto di legge "autorizza l’introduzione di un testo che arriva a un compromesso tra le speranze di alcuni e i timori di altri", e il ministro spiega che la clonazione riproduttiva e quella terapeutica sono "due cose ben distinte". "Dobbiamo combattere [...] a fianco degli europei nell’esprimere il nostro disgusto per la clonazione riproduttiva, che dev'essere considerata un crimine contro l’umanita'".

Tuttavia, le ricerche saranno autorizzate per cinque anni a titolo di deroga, poi ci sara' una valutazione per decidere come proseguire. "Questo testo stabilisce, ed è la prima volta in Francia, un quadro giuridico per la ricerca con l’embrione e le cellule embrionali. I ricercatori l’attendevano da tempo, convinti che il ritardo accumulato dalla Francia fosse pregiudizievole per la messa a punto di terapie molto promettenti". In quest'ottica, il ministro della Sanita', insieme al collega per la Ricerca, François d'Aubert, a settembre emanera' un decreto per autorizzare i ricercatori a fare domanda d'importazione delle cellule e presentare i loro protocolli di ricerca, e partecipare cosi' ai bandi europei senza ulteriori perdite di tempo.

Il PS (Parti Socialiste) ha criticato la legge nel suo insieme e il gruppo socialista ha interpellato il Consiglio costituzionale a proposito dell’articolo 12 del disegno di legge che "fa marcia indietro sul divieto di brevettabilita' del vivente, prevista invece dalle leggi del 1994". Nel quadro della trasposizione della direttiva europea sui brevetti, la nuova legge autorizzerebbe di brevettare, a determinate condizioni, la sequenza parziale o totale di un gene. Con il rischio di porre dei paletti alla ricerca fondamentale e d'intralciare la conoscenza. "Il gruppo socialista desidera che sia definita il più puntualmente possibile una regola etica chiara circa la mercificazione del corpo umano e non, come propone questo progetto, la valutazione caso per caso delle domande di brevetto".

Varie disposizioni sono state introdotte con degli emendamenti. In particolare quella del "bambino salvatore" o "bambino della doppia speranza", che si occupa del caso in cui una coppia abbia avuto un figlio affetto da malattia genetica incurabile; ebbene, l’emendamento propone di autorizzare l’accesso alla diagnosi pre-impianto qualora la madre desiderasse intraprendere una nuova gravidanza. Lo scopo dell’analisi è di scegliere tra gli embrioni esenti dalla malattia quello particolarmente compatibile con il figlio malato, in modo da impiantargli cellule staminali estratte dal cordone ombelicale del fratellino e dunque di salvarlo.
Un altro emendamento concerne l’informazione della famiglia circa l’esistenza di un suo membro affetto da malattia genetica grave. Il medico sara' obbligato a informare "la persona o il suo legale rappresentante del rischio che il suo silenzio potrebbe comportare per i membri della propria famiglia". l’assistenza medica alla riproduzione sara' concessa alle coppie non sposate solo se potranno dimostrare due anni di 'vita in comunè, ed è stato respinto il principio dell’impianto post mortem, che avrebbe permesso a una donna il cui marito era morto di sottoporsi all’impianto di un embrione congelato concepito quando il partner era ancora in vita.
Infine, un articolo prevede un nuovo esame del testo da parte del parlamento, entro un massimo di cinque anni dalla sua entrata in vigore. Esattamente alla scadenza della deroga che autorizza le ricerche con gli embrioni.

Rosa a Marca

Source by ADUC_-_Staminali


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