ANNALISA “Non so ballare“

Mercoledì
11:31:41
Febbraio
13 2013

ANNALISA “Non so ballare“

Tracklist commentata

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Dall’andamento swingante di "Scintille” al pop sensuale di "Non so ballare”, Annalisa porta al Festival di Sanremo 2013 il suo poliedrico timbro vocale in grado di spaziare con istintiva eleganza dall’energia del pop-rock alle raffinatezze del jazz. Il talento di Annalisa è certificato anche dal Premio della Critica ricevuto in entrambe le sue partecipazioni al talent show "Amici” (da sommare ad altri riconoscimenti prestigiosi, fra cui un Wind Music Award e il Premio Lunezia) e dal lusinghiero successo dei primi due album "Nali” (2011) e "Mentre tutto cambia” (2012), che in Italia hanno venduto più di Lady Gaga.

Dopo il brano "Pirati” inciso per il dvd italiano del film d’animazione "L’Era Glaciale 4 – Continenti alla deriva” (pubblicato a inizio gennaio da Warner Music), le due canzoni sanremesi tracciano il solco delle undici tracce del terzo album "Non so ballare”, in uscita il 14 febbraio su etichetta Warner Music.

«Il disco mostra entrambe le facce della medaglia Annalisa – spiega la cantante savonese – con un "lato b” più emotivo, intimo e interiore. La consapevolezza dei propri limiti è il filo rosso che lega tutte le canzoni, anche quelle del “lato a“ in cui affronto con leggerezza, ironia e le dovute precauzioni temi pesanti come la dipendenza e il femminicidio».

Gusto retro, accenti jazz e riferimenti balcanici per colorare "un arcobaleno dietro il finestrino” nel brano "Scintille”, in cui "volano i satelliti sulle formiche” : «Un flusso di coscienza: parole e immagini a susseguirsi con frenesia ma anche precisione, proiettate nel futuro di una nuova e coinvolgente sensazione».

Echi british per la ballad pop-rock "Non so ballare”, nella quale Annalisa si rafforza proprio attraverso le sue debolezze: “Non so ballare, ma riesco a sentire farfalle danzare dentro in me“. «Capita raramente di ammettere le proprie mancanze, ma riconoscendo e accettando serenamente i propri limiti si acquista una forza in più».

La titletrack "Non so ballare” è stata scritta da Ermal Meta, leader dell’emergente gruppo indie-rock La fame di Camilla, che si aggiunge al collaudato team di autori di Annalisa, fra cui Roberto Casalino e la coppia Antonio Galbiati e Dario Faini che firmano l’altro singolo sanremese "Scintille”. L’album "Non so ballare” conserva una marcata impronta pop-rock nei brani "A modo mio amo”, "Ed è ancora settembre” e "Meraviglioso addio”; ma spazia fra lo stile bandistico di "Io tu e noi”, l’arrangiamento vocale chiaroscuro di "Spara amore mio”, le sfumature nordiche di “Alice e il blu“ e "Tornerò ad amare”, fino alle suggestioni della traccia finale "La prima volta” che si muove interamente su voce, pianoforte e violoncello.

«Io mi sono occupata principalmente degli arrangiamenti vocali – prosegue Annalisa – e assieme al Maestro Pino Perris, che è intervenuto sull’armonia, ho anche firmato "Tutta l’altra gente”: quasi una ninna nanna, che si svela in modo del tutto femminile e mette a nudo la mia emotività, la mia insicurezza e, decisamente, la mia passione.».

La canzone di Annalisa apre la parte del disco più emotiva e personale, nella quale trovano posto pure la titletrack "Non so ballare” e "Tornerò ad amare”, anch’esso autobiografico. «Un testo introspettivo che guarda al futuro con malinconia e consapevolezza al tempo stesso, riflettendo soprattutto sull’importanza di mettersi a nudo e accettarsi». Sapore agrodolce in "Meraviglioso addio” («L’addio si rivela in realtà come l’inizio di un futuro luminoso e positivo») e ancora una riflessione sull’amore nella profondissima "La prima volta”. «Dopo molteplici esperienze mai realmente vissute, tutto avrà il sapore della prima volta, quella vera, perché è la persona piuttosto che il momento a dare senso e valore all’esperienza e alle piccole cose».

Autobiografica è anche la prima parte dell’album "Non so ballare”, che si apre con il flusso di coscienza del singolo "Scintille”. Il gioco di sillabe di "A modo mio amo” ribadisce un concetto già espresso da Annalisa nei dischi precedenti: «Quando si parla di amore, spesso si commette l’errore di limitare il discorso alla coppia. Io amo ogni aspetto della mia quotidianità». Il brano "Ed è ancora settembre” è un inno alla malinconia come emozione preziosa. «Io preferisco una giornata di pioggia a una di sole. Ciò che fa stare bene la gente non è uguale per tutti; così come è differente il modo di affrontare il dolore e le difficoltà».

Nali (il suo soprannome) ricorre all’ironia per affrontare temi delicati come la dipendenza in "Alice e il blu” e il femminicidio in "Spara amore mio”. Nella prima la narrazione è strutturata esattamente come nelle favole, con sviluppo e morale: «Restando in superficie, Alice, che non si accontenta mai, a causa delle sue pretese si ritrova sola. Se si approfondisce di più, invece, si intuisce che Alice è schiava di ciò che desidera e si esclude dalla realtà immolandosi a un mondo fatto di illusioni e solitudine» . Nella seconda la volontà è quella di mettere in guardia le donne dai rischi di un amore cieco. «Troppo spesso le vittime di femminicidio, o comunque di abusi intollerabili, sono "complici” involontarie delle violenze che subiscono, dato che, per un istinto del tutto ed esclusivamente femminile, pur di non perdere la persona che nonostante tutto continuano ad amare, sono disposte ad accettare e a subire qualsiasi cosa».

La produzione artistica e gli arrangiamenti dell’album "Non so ballare” sono di Davide Graziano mentre Annalisa ha curato l’arrangiamento delle voci assieme a Roberta Bacciolo. L’arrangiamento degli archi è di Daniel Bestonzo e Massimo Camarca. Registrazione, mixing, mastering ed editing (anche delle voci) del disco sono di Fabrizio Argiolas.

Gli autori principali delle 11 canzoni sono Dario Faini, Antonio Galbiati, Ermal Meta e Roberto Casalino. Annalisa ha scritto il brano "Tutta l’altra gente” con il Maestro Pino Perris. Hanno firmato questo disco come autori anche A. Amati, F. Campedelli, E. Cecere e N. Verrienti.

Hanno suonato Massimo Camarca, Alessandro Svampa, Stefano Camarca, Daniel Bestonzo e Davide Graziano. Hanno partecipato come special guest: Claudio Broglio (basso tuba) in "Io tu e noi”; Cecio Grano (sax) in "Scintille”; Roberta Bacciolo (soprano) in "Io tu e noi”; DJ Double S (sound stretching) in "Spara amore mio”; Mr. T-Bone (trombone) in "Scintille”; Manuel Zigante (violoncello) in "La prima volta”; Il Coro del Gigante diretto da Annalisa per le voci maschili di "Io tu e noi”.

Tracklist dell’album "Non so ballare”
con il commento di Annalisa brano per brano

SCINTILLE
"Volano volano
i satelliti sulle formiche
piano sbiadiscono
le favole quelle più antiche
ma un arcobaleno dietro il finestrino
riporta qui l’estate da bambino”
Pensieri e parole sgorgano come un flusso di coscienza, le immagini sono precise e prendono forma in maniera netta con l’incedere della ritmica, che avanza come un treno. Nell’arco della durata della canzone si percorre in un istante l’ipotesi di un sentimento e del suo possibile sviluppo futuro, a partire dalla conoscenza per poi passare al coinvolgimento, al dubbio e addirittura all’infinito. L’arrangiamento appoggia a momenti sicuramente su soluzioni jazzistiche, ma contemporaneamente si discosta con influenze quasi balcaniche e momenti vocali al limite del recitato.

ALICE E IL BLU
"Alice sorrise ma solo un minuto
poi tutto tornò come prima
manca sempre un minuto a un sorriso infinito
potrebbe accadere anche a te
La città si fece piccola
in fondo agli occhi suoi blu
Goodbye mia dolce meraviglia
io volo più in alto del blu
Lei restò per sempre lì a guardare
dalla finestra sola con un gatto blu”
Due messaggi delicati espressi con la leggerezza di una sorta di filastrocca. In primo piano c’è Alice che, non accontentandosi mai, si cristallizza nel desiderio di qualcosa che manca a prescindere non accorgendosi di quello che già possiede e alla fine si ritrova sola. Altrettanto forte, anche se espresso in modo più velato, è il tema della dipendenza, evidente dal momento in cui ci si rende conto che Alice desidera qualcosa di cui è schiava. L’arrangiamento è calibrato sulla forza del testo e gioca sui contenuti attraverso suggestioni emozionanti e oniriche, dal pizzicato curioso della strofa ai riferimenti orientali, dalla marcia del ritornello all’efficacia delle percussioni.

A MODO MIO AMO
"Amo perché al mondo c’è libertà
amo ogni nota che sia musica
amo il silenzio e la sana follia
amo la noia
amo la compagnia
amo chi è stato ed è parte di me
amo chi non cerca a tutto un perché
amo ogni aspetto della mia vita
amo il sapore della mia allegria”
Quando si ascolta cantare d’amore si tende a limitare banalmente il campo alla coppia. Si può e si deve invece fare uno sforzo in più, rendendosi conto che l’amore muove tutte le cose ed è un ingrediente costante nella quotidianità e nelle scelte. Lottare per il proprio lavoro significa amarlo, ad esempio, così come battersi per essere liberi significa amarsi. L’arrangiamento è spiccatamente pop-rock e rappresenta a pieno la forza del messaggio.

ED è ANCORA SETTEMBRE
"Ridere
bisogna sempre e solamente ridere
in coda per un pezzo di felicità
come se il mondo fosse uno spettacolo
Ma perché ci fa così paura la malinconia
quel velo che si appoggia sopra l’allegria
facendo di un’emozione un brivido”
Anche qui si percepisce un’impostazione pop-rock, ma questa volta con chiari accenti british, per sottolineare un argomento particolarmente caro. Si sviscera infatti la percezione della malinconia intesa come sentimento prezioso e profondamente umano, che spesso traduce le situazioni in un linguaggio più istintivo e comprensibile, permettendo di assaporarle a pieno. Il modo di affrontare la vita è differente a seconda dell’individuo. Io mi sento più piena in una giornata di pioggia, perché mi fermo a pensare e mi lascio ispirare dalla compartecipazione della natura con ciò che provo.

SPARA AMORE MIO
"Spara pure amor ma concedimi un attimo
Solo per dirti che ho fatto uno sbaglio
Tu per me rappresentavi il mondo
Anche adesso che miri al cuor”
Un uomo con la pistola in mano: il dito è sul grilletto, ma la sua volontà è ancora incerta. La donna nel mirino lo istiga a sparare, ma lo esorta anche a considerare cosa rischia di perdere. Un testo leggero su un tema pesante come il femminicidio. Spesso le donne sono "complici” involontarie della violenza che subiscono, poiché coinvolte e spaventate dall’idea della fine, di rimanere sole. Pur di non perdere “l’amore“, sono disposte ad accettare l’inaccettabile, finché poi diventa troppo e ne sono sopraffatte. Gli archi e un insistente loop di batteria muovono lo spartito dalla cupezza della strofa all’apertura vintage e solare del ritornello. Da notare l’arrangiamento vocale, che si evolve in chiaroscuro e su una grande ampiezza estensiva, che si percepisce a pieno nel ritornello dove la voce molto acuta diventa volutamente provocatoria e stridente.

IO TU E NOI
"Il calore che non hai
lo ruberei al sole
siamo come Bonnie e Clyde
ogni cosa che vorrei
siamo io tu e noi”
Stile bandistico, dove è soprattutto il basso tuba a scandire i passi della banda in movimento. Un brano divertente in cui, partendo dal pressapochismo che ultimamente impera in ogni campo, ci si abbandona alla leggerezza. Si trova rimedio al mondo esterno rifugiandosi nella propria personalissima realtà, accessibile soltanto alla persona che ci accompagna, che poi la costituisce.

TUTTA L’ALTRA GENTE
"Sospesa così
dove andrò
su un aquilone volerò
in mezzo alle nuvole
che ne sarà di me
E tutta l’altra gente vede un altro cielo sopra sé
e tutta l’altra gente non sa cosa siamo io e te”
Una ballad “femmina“ che apre il "lato b” dell’album, quello più emotivo e intimo. è una presa di coscienza del coinvolgimento che arriva all’improvviso e prende il sopravvento su tutto, accompagnato però dal dubbio e forse anche dalla consapevolezza che non si sarà mai completamente ricambiati. Nonostante tutto ci si lascia trasportare completamente, ma già interrogandosi sul come rimettere insieme i pezzi, per quando si saranno rotti. Quasi una ninna nanna, morbidissima, nella quale io mi sento cullata.

MERAVIGLIOSO ADDIO
"Sai
ho spalancato la felicità
illuminato i giorni senza te
chiamandoti così
meraviglioso addio”
In fondo al tunnel di un legame finito si scorge finalmente l’inizio della vita vera, la luce. Un addio che si rivela foriero di gioia. Naturalmente si fa riferimento al passato e lo si ricorda con dispiacere, ma soprattutto c’è uno sguardo al futuro ricco di positività. Non a caso l’arrangiamento marcatamente pop-rock ne sottolinea la spensieratezza.

NON SO BALLARE
"Io non so ballare
ma riesco a sentire
farfalle danzare in me
che non so parlare
con le parole
ma solo con note”
Una ballad di impronta pop-rock con influenze british per dichiarare un limite, una debolezza. Con “Non so ballare“ chiaramente non ci si riferisce esclusivamente al significato letterale, bensì si fa riferimento al carattere spiccatamente umano del limite, intenso come spunto di fermento per la nascita di una forza. Quando si prende coscienza di un qualcosa che manca, istintivamente, si trova la via per rimediare al vuoto, e molto spesso può nascere qualcosa di insolito e meraviglioso.

TORNERò AD AMARE
"Fermo restando
che gli alberi perdono foglie in autunno
e ne avranno di nuove
tornerò ad amare, si
tornerò ad amare anche me
finalmente”
Qui il tema dell’amore è affrontato con un senso più ampio. Sento questa canzone legata a filo doppio con il brano "A modo mio amo”, proprio per quella palese volontà di mettersi a nudo prima con se stessi e solo dopo di fronte agli altri, trovando nell’amore un significato più ampio e quindi anche forte. L’arrangiamento pop ha chiarissime suggestioni nordiche, ancora sottolineate dalla cadenza del sei ottavi.

LA PRIMA VOLTA
"Ho già visto molte cose
alcune delle quali chissà
le avrò solo guardate e mai vissute veramente
con te sarà la prima volta”
Una meravigliosa conclusione di questo racconto introspettivo, che per me è la perla dell’intero progetto. Voce, pianoforte e violoncello: non serve altro, perché il peso e la naturalezza delle parole bastano a se stessi.

Source by Rockitalia


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