Barletta (BA) - Comando Provinciale di Bari - Impongono “protezione“ e l’assunzione di alcuni parenti, dietro minacce di morte a due imprenditori edili, padre e figlio, i quali, dopo aver ceduto per mesi alle prepotenze ed aver rischiato il tracollo dell’attività , decidono di chiedere aiuto ai Carabinieri. È quanto accaduto negli ultimi mesi a Barletta dove i militari della locale Compagnia hanno tratto in arresto questa mattina due sorvegliati speciali del luogo, rispettivamente di 34 e 28 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Trani, per i reati di estorsione aggravata in concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco e inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale.
La vicenda ha avuto inizio lo scorso mese di aprile quando i due, in diverse circostanze, si sono resi responsabili di numerose azioni intimidatorie ed estorsive nei confronti degli imprenditori. L’esasperazione che ne era derivata e le sopraggiunte difficoltà economiche che ne stavano scaturendo inducevano le vittime, lo scorso mese di novembre, a denunciare il tutto ai Carabinieri della Compagnia di Barletta. L’episodio scatenante è stato un vero e proprio pestaggio da parte del 34enne al più anziano. Le indagini hanno consentito di appurare che presso il cantiere si presentava il 34enne, il quale, imponendola, aveva raccomandato l’assunzione di un suo parente, sebbene in quel momento non vi fosse necessità di manovali. Pochi giorni più tardi, invece, faceva la sua comparsa anche il complice, il quale, obbligando “protezione“, aveva preteso una tangente di 500 euro per evitare ipotetici danni materiali all’attività lavorativa. In seguito a quest’ultimo episodio, alcuni giorni più tardi, presentatisi entrambi, “invitavano“ i due imprenditori a seguirli nel prefabbricato adibito ad ufficio.
Qui dentro, dietro la minaccia di un colpo di pistola sparato dinanzi ai piedi dei malcapitati, pretendevano che fosse concesso un aumento di stipendio per un loro parente già impiegato in quel cantiere e, soprattutto, il pagamento di un’ulteriore tangente di 3mila euro. Successivamente, lo stato di assoggettamento ed il timore di un’ulteriore escalation di violenza, inducevano le vittime persino ad assumere uno dei loro aguzzini, il 34enne. La decisione di troncare il “rapporto di lavoro“ con quest’ultimo ha comportato l’aggressione dell’imprenditore. Dopo l’arresto i due sorvegliati sono stati associati presso il carcere di Trani.
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