Imola (BO) - Comando Provinciale di Bologna - I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Imola, nel corso di uno specifico servizio, hanno tratto in arresto una truffatrice che, esibendo un documento falso, pretendeva di aprire un conto presso una banca per poter poi versarvi un assegno di 11.500 euro emesso da un’altra banca.
I Carabinieri erano stati allertati dal direttore dell’istituto di credito, che aveva iniziato a nutrire sospetti sulla sconosciuta cliente, e sul posto hanno potuto accertare che, difatti, il documento di identità con il quale si era presentata alla banca era intestato ad un’inesistente donna imolese del 1962 e che l’assegno di cui pretendeva il versamento era clonato, in quanto riferito ad un analogo titolo negoziato in favore di una società di Firenze, del tutto estranea alla vicenda.
Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di identificare la donna - un’incensurata 46enne di Giugliano in Campania (NA) - e di constatare che la stessa aveva recentemente tentato un’altra analoga operazione presso un’altra banca.
I Carabinieri hanno così messo fine ai propositi fraudolenti della donna sequestrandole il documento e l’assegno falso ed arrestandola con l’accusa falsità materiale commessa da privato, sostituzione di persona, possesso di documenti d’identità falsi e truffa.
Ultimi Articoli
Milano: George Foreman, la sua storia arriva in libreria con DIO AL MIO ANGOLO
Arisa torna con Foto Mosse — il nuovo album esce il 17 aprile
GENTE DI FACILI COSTUMI al Teatro Manzoni di Milano
“È intelligente… ma non studia!”: ridere, ricordare, crescere
Italia–Giappone: Vincenza Palmieri porta lo Specialista della Famiglia al Paese del Sol Levante — la rete dei Diritti Umani si allarga
Bruno Mars accende Las Vegas — The Romantic Tour debutta con sold-out e la città gli intitola una strada
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio