GERMANIA -- Il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder (socialdemocratico) e l’oppositore elettorale, il cristianodemocratico Edmund Stoiber, si sono sfidati domenica sera nel primo dibattito televisivo all’americana mai condotto tra due candidati al cancellierato.
Lo scontro è stato trasmesso in diretta da Berlino da Rtl e Sat 1, è stato moderato da due giornalisti tedeschi e seguito da otto milioni di telespettatori, tanti quanti quelli che hanno seguito l’ultima finale ai mondiali di calcio.
Il dibattito è stato dominato dalla situazione economica e dalla politica estera, in particolare dall’eventualità di un attacco contro l’Iraq.
Schroeder: mi rieleggeranno
Schroeder si è presentato al confronto diretto rinfrancato dai sondaggi che danno il suo partito in netta ripresa, nonostante Stoiber conservi un leggero vantaggio (1 per cento). Stoiber prima era in testa con il 6-7 per cento.
Secondo gli esperti, il cancelliere si sta giovando di una positiva immagine proiettata nei giorni scorsi nel pieno della crisi sociale e finanziaria creata dalle alluvioni lungo il corso dell’Elba.
In apertura di dibattito, Schroeder ha detto a Stoiber che si aggiudicherà nuovamente le elezioni perché gli elettori hanno fiducia in lui.
"Con le nostre riforme negli ultimi quattro anni abbiamo guadagnato la fiducia della gente - ha detto Schroeder, 58 anni - Quando guardo i sondaggi non ho ragione di farmi tremare le gambe".
Stoiber: l’economia tedesca "una catastrofe"
Ma Stoiber, 60 anni, ha messo sotto accusa proprio le scelte politiche del governo Schroeder, accusandolo di essere responsabile della difficile situazione economica in cui versa il Paese e dell’alto numero di disoccupati, temi che nei mesi scorsi hanno messo sulla difensiva il cancelliere e l’hanno costretto ad arrancare dietro al rivale nei sondaggi elettorali.
La situazione economica tedesca è "una catastrofe" - ha detto il candidato cristianodemocratico - ed è provocata "dalle scelte politiche sbagliate" dell’esecutivo al governo.
Sull’Iraq il cancelliere ha ribadito quanto affermato nei giorni scorsi, ossia che se il suo governo sarà rieletto, non invierà soldati in Iraq e non parteciperà quindi a un attacco militare insieme agli Stati Uniti. La decisione di Schroeder è condivisa da molti tedeschi: secondo un sondaggio recente l’84 per cento degli interpellati si è detto contrario a qualunque intervento militare contro l’Iraq.
Decisamente più cauto Stoiber, che durante il dibattito televisivo ha sottolineato invece come sia troppo presto per prendere una decisione definitiva ed escludere del tutto l’alternativa militare.
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