MEDIO ORIENTE: Misna; “Noi non riconosceremo nessun accordo di pace firmato da Abu Mazen, perché lui non rappresenta la totalità dei palestinesi”: lo ha detto all’agenzia di stampa italiana Ansa Mushir al-Masri, deputato e portavoce di Hamas, il movimento politico-militare che, dopo aver vinto le elezioni palestinesi, da giugno ’governa’ la Striscia di Gaza. Il messaggio - rivolto al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) che da giugno con il suo al-Fatah ha ripreso il controllo della Cisgiordania - è arrivato a poche ore dalla visita di George Bush.
L’arrivo del presidente americano " al suo primo viaggio in ’Terrasantà da presidente - intendeva probabilmente suggellare gli accordi avviati lo scorso novembre durante la conferenza di Annapolis: nella capitale del Maryland, rappresentanti palestinesi, israeliani, del mondo arabo e della comunità internazionale erano tornati a parlare di pace. Prima le parole dell’esponente di Hamas, poi quelle di Eli Yishai, esponente del partito israeliano Shas e alleato del primo ministro Ehud Olmert, hanno subito raffreddato le aspettative di chi aveva creduto alla bontà del piano americano: “Non è possibile avviare negoziati di pace soltanto con metà dei palestinesi” ha detto Yishai. Dichiarazioni che rimandano alle proteste che da una parte e dall’altra hanno segnato i due giorni di permanenza di Bush, contrassegnati soprattutto da sue bellicose prese di posizione contro l’Iran. Continuate stasera in Kuwait, primo dei cinque paesi arabi in cui continua il suo viaggio, dove ha anche detto che “facilmente” i militari di Washington potrebbero restare in Iraq altri 10 anni, cioè nove dopo la fine del suo mandato.
L’Ansa, in una delle sue corrispondenze dai Territori Palestinesi occupati, segnala anche che “nei suoi colloqui a Gerusalemme con i dirigenti israeliani il presidente statunitense potrebbe aver dato un assenso, almeno tacito, ad una vasta operazione militare tesa a spazzare via il regime di Hamas a Gaza; questa almeno la sensazione espressa da un dirigente di Hamas, Ahmed Bahar, secondo cui nelle ultime settimane le forze armate israeliane hanno intrapreso ai margini della striscia di Gaza una serie di raid sempre più serrati che potrebbe anticipare una invasione”.[GB]
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