"Se lei pensa che nelle telefonate si sia parlato di quello che pensa lei, se lo tolga dalla testa". Così il giudice Renato Squillante, imputato nel processo Imi-Sir di corruzione giudiziaria, risponde, in videoconferenza, al sostituto procuratore della Repubblica Ilda Boccassini che durante l’interrogatorio che si sta tenendo davanti alla quarta sezione penale, gli chiede conto delle telefonate intercorse tra Lui, Previti e Pacifico.
"Sono innocente - ha proseguito Squillante.- la mia non è una condizione bella, sono una persona infangata di cui tutti parlano. Non sono quel corruttore di cui tutti parlano". l’interrogatorio dell’ex giudice è iniziato questa mattina alle 9,30 e subito c’è stato un battibecco tra lui e il Pm Boccassini.
"Con Previti parlavamo di calcetto"
Squillante, rispondendo alle contestazioni fatte dal sostituto procuratore in merito alle telefonate intercorse tra Previti e Pacifico si è difeso sostenendo che i rapporti con Cesare Previti, anch'egli imputato nel processo, erano esclusivamente legati al calcetto e che lui non si era mai interessato della causa civile Imi-Sir, "io ho fatto penale tutta la vita".
Sui rapporti con Franco Berlinguer, avvocato che seguiva la causa Imi-Sir, Squillante ha detto che si trattava di "uno scocciatore" e che le telefonate riguardavano sempre affari che Franco Berlinguer voleva fare nei Paesi dell’Est, in particolare a Mosca. E anche con il figlio di Rovelli c'erano dei rapporti, ha spiegato Squillante, per l’amicizia che c'era con il padre , e perché il figlio era preoccupato della causa di cui però Squillante dice di non essersi mai occupato.
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l’ex giudice romano ha sostenuto di aver saputo di una transazione nella vicenda Imi-Sir al Quirinale, quando era membro dello staff del Presidente Cossiga e Sergio Berlinguer, fratello di Franco, segretario generale. "Io presumevo - ha spiegato Squillante - che le parti fossero a conoscenza di quella transazione. Tanto è vero che in un'occasione ne parlai con Rovelli. Ma mi disse che non sapeva. Dall’atteggiamento di Rovelli pensai che in realtà lui ne fosse a conoscenza anche se non me lo voleva dire. Fu Sergio Berlinguer che mi suggerì di consigliare alla famiglia Rovelli l’avvocato Francesco Berlinguer. Io lo feci, e poi non ho più saputo nulla".
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