BRASILE / MISNA su Ladysilvia; Una marcia di protesta del Partito del Lavoratori ha accolto ieri a San Paolo il presidente americano George W. Bush, atteso per la prima tappa del suo tour diplomatico che lo porterà in cinque nazioni dell’America Latina.
Bush incontrerà il presidente Luiz Inacio Lula da Silva per rafforzare e i rapporti commerciali e politici tra le due nazioni.
A questo proposito, l’occupazione da parte di alcune centinaia di dimostranti dell’impianto di produzione di etanolo Cevasa a San Paolo, recentemente acquistata da una compagnia statunitense, focalizza l’attenzione su una delle questioni principali in agenda. Il Brasile e gli Stati Uniti producono complessivamente il 70% dell’etanolo mondiale: il primo dalla canna da zucchero, il secondo dal mais prodotto da coltivazioni che godono di sussidi governativi all’agricoltura.
Lo scorso anno il Brasile ha esportato 3.500 milioni di litri di etanolo di cui oltre la metà negli Stati Uniti, che stanno cercando alternative al petrolio per limitare la loro dipendenza da risorse straniere.
Chiedendo coerenza con i principi del libero mercato, Brasilia ha più volte sollecitato Washington ad abbassare i pesanti dazi doganali per l’etanolo (0,54 centesimi di dollaro al gallone, circa 4 litri) che a detta dell’Unione dell’industria della canna da zucchero (Unica) brasiliana rasentano il protezionismo. Altro argomento al centro dei colloqui tra Lula e Bush sarà la ripresa dei negoziati del Doha Round all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, in stallo anche per l’opposizione delle economie emergenti, Brasile in testa, ai sussidi governativi statunitensi e dell’Unione Europea all’agricoltura.
Il viaggio del presidente statunitense in America Latina durerà fino a mercoledì della prossima settimana e, dopo il Brasile, toccherà l’Uruguay, la Colombia, il Guatemala e il Messico; prima di partire da Washington, Bush ha annunciato uno stanziamento complessivo di aiuti alla regione di 385 milioni di dollari per progetti nell’educazione, sanità e abitazioni.
Secondo osservatori politici, il tour diplomatico di Bush ha lo scopo non dichiarato di tentare di isolare il presidente venezuelano Hugo Chavez divenuto in America Latina oggi l’oppositore principale della politica americana, o quanto meno quello che usa i toni più alti. Chavez si trova attualmente in visita in Argentina e ci si attende che nel suo discorso di domani allo stadio di Buenos Aires non si farà sfuggire l’occasione per criticare pubblicamente il suo avversario politico. [BF]
LA REDAZIONE
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