Molti capi in pelle venduti in Italia sono fatti di pelle di mucca o vitello, ma molti altri capi sono fatti con pelle di cavallo, pecora, agnello e maiale, che vengono uccisi a scopo alimentare, e altri ancora sono fatti di pelle di cane e gatto importati dall'Asia.
Quando acquisti un capo in pelle, non puoi determinare di che animale si tratta o da dove proviene.
Molti capi in pelle venduti con l'etichetta "Made in Italy" provengono dall'India, dove il mercato di pelli è tra i più crudeli del mondo. Le leggi in materia di macellazione in India non vengono fatte rispettare e molti animali vengono portati al macello in condizioni pietose, tanto da dovervi essere trascinati all'interno. A molti di essi viene spalmato del peperoncino o del tabacco sugli occhi e le- ossa della regione lombare vengono spezzate per farli rimanere in piedi.-
Una volta all'interno del macello, viene loro tagliata la gola e ad alcuni vengono legate le gambe mentre altri vengono scuoiati ancora in vita.
Molte ditte nazionali ed internazionali vendono prodotti che sono manufatti in parte o completamente di pelli di animali torturati ed uccisi come descritto.
I danni delle concerie sull'uomo:
Le concerie moderne usano una varietà di sostanze tossiche per fermare la decomposizione, tra cui sali minerali (cromo, alluminio, ferro e zirconio), formaldeide, derivati del carbone e vari olii e solventi, alcuni di essi a base di sostanze cianiche. Il Centro per il Controllo delle Malattie di Atlanta ha rilevato che l'incidenza di casi di leucemia tra cittadini residenti nelle vicinanze di una conceria è di cinque volte superiore alla media nazionale. Secondo uno studio del Dipartimento della Sanità di New York, oltre la metà delle persone affette da cancro testicolare lavorano in una conceria.-
"Mentre le mucche venivano caricate, ho sentito una di loro che rigurgitava il proprio sangue. Era legata ad un'altra mucca mediante una corda inserita in un anello applicato al naso. Il costante attrito dei ganci aveva provocato la lesione del naso ed il sangue continuava a colarle sulla faccia" .
Inviato della PeTA in India.
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