ROMA -- Il ministro dell’Economia e delle finanze Giulio Tremonti ha convocato per mercoledì 8 i sindacati per illustrare le linee di politica fiscale del governo contenute nel collegato in discussione in Parlamento. Lo hanno reso noto fonti sindacali precisando che l’appuntamento è stato fissato per le 18.
Prima dello sciopero generale del 16 aprile erano stati proprio i leader di Cgil, Cisl e Uil, Cofferati, Pezzotta e Angeletti a chiedere un incontro al ministro Tremonti sulla riforma del fisco.
Cisl e Uil hanno risposto positivamente alla richiesta del ministro e andranno all’incontro mercoledì. "Meglio tardi che mai", ha commentato il segretario confederale della Cisl, Pierpaolo Baretta, per il quale "è comunque utile che ci sia questo incontro, perché finalmente è l’occasione per esprimere i nostri dubbi sulla riforma fiscale e chiedere quello che manca dal provvedimento.
Anche il numero due della Uil, Adriano Musi, assicura la presenza della sua confederazione all’incontro di mercoledì: "Non è nè la prima nè l’ultima volta - ha detto - che discutiamo in pendenza di una decisione del Parlamento. l’ultimo provvedimento è stato quello sul sommerso". Per Musi, quindi, "c’è abbastanza tempo per discutere sulla riforma fiscale ed eventualmente correggere il provvedimento. l’importante è la volontà del Governo. Dal canto nostro - ha concluso - andiamo all’incontro per verificare questa volontà e per tentare di correggere quello che riteniamo sbagliato".
In forse invece è la partecipazione della Cgil: "Ne stiamo discutendo - ha spiegato Guglielmo Epifani, vice segretario generale della Cgil - perché è troppo singolare la contestualità tra questo incontro e il fatto che il Parlamento sta già votando sul provvedimento fiscale. c’è stato tutto il tempo per discutere di questa riforma, ma non lo si è voluto cogliere, e adesso questa convocazione diventa davvero imbarazzante".
Il numero due della Cgil ha definito anche "molto grave il fatto che sul fisco non si riesca a discutere prima che il Parlamento approvi il disegno di legge. È una cosa - ha concluso - che non era mai successa, che un provvedimento che incide così fortemente sulle retribuzioni dei lavoratori e sul livello delle pensioni non venisse discusso con le organizzazioni sindacali".
Con il contributo di ANSA
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