Monza: Si è chiuso con pieno successo dell’Amministrazione Comunale monzese, il primo round dello scontro giudiziario con la Provincia di Milano relativamente al contributo comunale dovuto per il servizio di trasporto pubblico su gomma. Questa mattina il TAR Lombardia ha infatti respinto l’istanza di sospensiva presentata dalla Provincia di Milano confermando, in attesa dell’udienza di merito, l’efficacia degli assunti portati dal Comune di Monza.
A darne notizia è l’Assessore agli Enti Partecipati Cesare Boneschi.
Per maggior chiarezza si ricordano brevemente i passaggi degli ultimi anni sulla vicenda.
Nel 2002 il Comune di Monza e la Provincia di Milano concordavano, con apposito Accordo di Programma, di affidare le linee urbane del servizio di trasporto pubblico su gomma unitamente a quelle interurbane di competenza provinciale mediante unica gara. In tale occasione, il Comune chiedeva che venissero previsti in capo al gestore alcuni servizi aggiuntivi rispetto a quelli minimi garantiti dalla Regione a beneficio dei cittadini di Monza, mettendo a disposizione un importo massimo di oltre 2,6 milioni annui a copertura delle risorse necessarie per garantire anche tali servizi aggiuntivi.
A distanza di quasi sei anni - concluso il primo anno della nuova gestione del servizio - l’Amministrazione comunale ha provveduto a verificare i servizi aggiuntivi effettivamente prestati e, quindi, a quantificare le risorse necessarie a copertura degli stessi.
A seguito di un’approfondita istruttoria svolta in contraddittorio con la Provincia e i gestori del servizio, il contributo comunale effettivamente dovuto è risultato essere pari a poco più di " 700.000 annue.
La Provincia di Milano, tuttavia, ha insistito a richiedere l’intero importo massimo messo a disposizione del Comune, giungendo anche a promuovere ricorso al TAR, con sospensiva, per contestare la quantificazione effettuata dall’Amministrazione comunale.
Quest'oggi, il Tribunale Amministrativo è stato chiamato a decidere sull’istanza cautelare di sospensione presentata dall’Ente provinciale.
Il Giudice Amministrativo, rilevando la complessità della questione, ha ritenuto opportuno confermare, allo stato, la validità degli atti assunti dal Comune
(ossia la quantificazione del contributo il " 700.000 annue), riservandosi di fissare nei prossimi mesi l’udienza di merito per la definizione della questione.
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