Sempre più giovani si dichiarano affascinati dal culto del diavolo e da un mondo fatto di atmosfere lugubri e oscure. Per molti di loro, le ombre sembrano essere più attraenti della luce.
Ma come può un adolescente entrare in contatto con ambienti così squallidi? Io ho cercato di spiegarlo nel mio nuovo libro "I giochi estremi dei giovani", pubblicato dalle Edizioni Paoline.
Il punto di partenza è spesso rappresentato dal rock satanico, genere musicale tetro e aggressivo che fa arricchire le case discografiche. Si riconosce facilmente per i testi violenti e anticristiani, ma soprattutto per le copertine dei compact disc, che ospitano spesso immagini blasfeme.
Naturalmente non tutta la musica rock si può considerare diabolica. Ma è innegabile che la moda del satanismo sia diventata un ottimo affare per far crescere i conti in banca di cantanti mediocri e senza scrupoli.
Con la complicità del disagio giovanile, un certo tipo di musica finisce per trasformarsi in un efficacissimo ponte tra gli adolescenti e il culto del demonio. Pur di fare soldi, i produttori di dischi non esitano a lanciare messaggi devastanti e diseducativi, che trovano terreno fertile nella solitudine di ragazzi psicologicamente fragili, spesso alle prese con problemi di incomunicabilità e situazioni familiari difficili.
Fortunatamente non tutti i giovani rimangono catturati da certe atmosfere. Un segnale positivo è la sempre maggiore diffusione, tra i giovani, della "Christian Music" (Musica Cristiana). Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è una musica "da chiesa", ma un genere per tutti.
È l’espressione viva e pulsante di quegli artisti che desiderano offrire un messaggio diverso, alternativo, ricco di valori e di contenuti, utilizzando i linguaggi musicali contemporanei: dal rock alla dance, dal soul al country, dalla ballata melodica al rap.
Alcuni hanno radicalmente cambiato la loro vita, passando da esperienze di trasgressione a una vera e propria testimonianza di impegno cristiano. In vista delle prossime Giornate Mondiali della Gioventù di Colonia, vorrei sottolineare l’impegno del cantautore italiano Roberto Bignoli, portatore di handicap, che ha vissuto da bambino l’esperienza della povertà e della malattia, per passare successivamente a quella della droga e del carcere.
Ma poi, la fede ha cambiato radicalmente la sua vita, indicandogli una strada nuova. Nel dicembre 2001 ha ricevuto a Washington il premio "Unity Awards" come migliore artista cristiano internazionale.
Bignoli ha un bellissimo rapporto con i ragazzi ed è stato tra i protagonisti di alcune edizioni delle Giornate Mondiale della Gioventù: nel 1997 a Parigi, con una serie di concerti in varie piazze, fiere e stadi; nel 2000, a Roma, con un concerto a Tor Vergata per i volontari; nel 2002, a Toronto, con una lunga tourneè che si è conclusa con una performance alla vigilia con il Papa.
Iniziative come queste dimostrano che il cuore di tanti ragazzi batte per quegli artisti che hanno scelto di utilizzare il linguaggio universale della musica per proporre messaggi in favore della vita e del Vangelo.
Carlo Climati
www.carloclimati.com
Ultimi Articoli
Non solo UTM: short link forensi Network LSNN e NexusPrime per contenuti aziendali, redazionali, immobili e servizi
Allarmi bomba sui voli europei, minacce anche ai media: indagini coordinate dall’Antimafia
NO, NON FUNZIONA COSI’
Il male del secolo non è la noia, ma l’alterazione
Space Economy, Fontana visita Involve Space a Lipomo: piattaforme stratosferiche per osservare la Terra
Tumore al pancreas, Lombardia al lavoro per l’accesso al farmaco di una paziente a Lecco
Natale a Palazzo Lombardia, dal 27 novembre torna Nativitas: pista di ghiaccio e percorso luminoso
Basket Bond Lombardia, quarta emissione da 9 milioni: finanziati i progetti di tre imprese
John Travolta apre il Torino Film Festival 2026: Stella della Mole e debutto da regista