La previsione del "fallimento politico" per gli amministratori delle Regioni e degli enti locali costituisce un fondamentale complemento della riforma relativa al federalismo fiscale e rappresenta il definitivo passaggio dall’irresponsabilità alla responsabilità nella gestione della finanza regionale e locale.
Come nell’assetto civilistico le amministrazioni devono "fallire" nel momento in cui, su iniziativa propria o dei creditori o degli organi di controllo, vengono registrati determinati indicatori di bilancio negativi in assoluto o in relativo rispetto alla gestione precedente.
I "libri" non vengono portati in tribunale ma - a seguito di commissariamento - al popolo elettore con la conseguenza della ineleggibilità a qualunque funzione politica degli amministratori "falliti". In questo modo il disegno di legge odierno non considera solo le violazioni sanzionate da norme penali ma introduce una robusta deterrenza alla cattiva gestione a prescindere dai profili penali.
Per le Regioni la novità si collega alla esperienza già realizzata in materia di commissariamento delle gestioni deficitarie della sanità , la cui spesa costituisce l’83 per cento medio della spesa corrente delle Regioni.
Ultimi Articoli
PMI e Intelligenza Artificiale, il nodo è il metodo: senza regole l’innovazione resta apparente
San Siro, debutto con Sfera Ebbasta: parcheggio bici gratuito e custodito per i concerti di luglio
Teatro Menotti in Sormani: un mese di teatro, musica e grandi protagonisti
Serena Sinigaglia lascia il Teatro Carcano: dal 2027 al 2029 guiderà la Fondazione Teatri di Pistoia
Il Premio Strega 2026 arriva in tutta Roma con la finale in Campidoglio
Crans-Montana, Regione Lombardia ieri si è costituita parte civile per il rogo del locale Le Constellation
Coca-Cola Pizza Village 2026, a Pozzuoli sei giorni tra pizzerie, musica e incontri
IPRN Awards 2026, i trofei firmati Università di Parma tra AI e design
FDA approva la prima terapia genica per bambini con anemia falciforme dai 2 anni