Noi e lo Spirito Santo

Io credo nei miracoli! Chi crede in Dio non può rifiutare il sovrannaturale. La Parola di Dio è ricca di eventi sovrannaturali, straordinari. Dalla genesi all’apocalisse, i segni della presenza di Dio sono visibili ed essi sono soprattutto conseguenti al peccato. Questi sono stati annunciati e si sono realizzati; basti pensare agli enunciati messianici, alla nascita di Isacco, all’esperienza del popolo d’Israele, alle profezie e all’esperienza di uomini e donne, profeti e profetesse, che hanno parlato e agito secondo la volontà di Dio con segni miracolosi.

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Francesco Zenzale: Io credo nei miracoli! Chi crede in Dio non può rifiutare il sovrannaturale. La Parola di Dio è ricca di eventi sovrannaturali, straordinari. Dalla genesi all’apocalisse, i segni della presenza di Dio sono visibili ed essi sono soprattutto conseguenti al peccato. Questi sono stati annunciati e si sono realizzati; basti pensare agli enunciati messianici, alla nascita di Isacco, all’esperienza del popolo d’Israele, alle profezie e all’esperienza di uomini e donne, profeti e profetesse, che hanno parlato e agito secondo la volontà di Dio con segni miracolosi.

Quando i discepoli di Giovanni Battista indagarono sull’autenticità di Gesù come Messia, alcuni dei suoi trentacinque miracoli menzionati furono così riassunti: «In quella stessa ora, Gesù guarì molti di malattie, di flagelli e di spiriti maligni, e a molti ciechi donò la vista. E, rispondendo, disse loro: Andate a riferire a Giovanni quel che avete veduto e udito: i ciechi ricuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti risuscitano, l’Evangelo è annunziato ai poveri» (Lc 7:21,22).
Spesso mi sono trovato di fronte a persone che hanno gridato, erroneamente, al miracolo di guarigione; altre hanno pensato di cogliere l’azione dello Spirito Santo, in un determinato accaduto, quando in realtà si trattava di casualità .
In alcune comunità cristiane, i miracoli sono molto comuni e addirittura si indicono riunioni di guarigioni, tale da far pensare che l’essenza della religione o dell’essere cristiano siano i sēmēia.

Questo modo di rapportarsi con il sovrannaturale, non è proprio della Parola di Dio, perché può trarci in inganno. Gesù lo aveva ben evidenziato con le seguenti parole: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demoni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" (Matteo 7: 21-23)».

L’evento «miracoloso» non è necessariamente segno della presenza dello Spirito Santo e non ci da nessuna certezza circa la filiazione divina
Il miracolo, nella Parola di Dio, non deve essere inteso come segno di approvazione della presenza di Dio, ma manifestazione della potenza di Dio, conseguente all’obbedienza alla sua volontà . Laddove non v’è conformità agli insegnamenti di Gesù, precisamente alla volontà di Dio, l’evento sovrannaturale, può essere relegato ad una fonte diversa da quella divina.

Inoltre è importante tenere presente che le opere potenti (erga) che accompagnarono la predicazione di Gesù e degli apostoli sono soprattutto i segni della salvezza e non semplicemente opere taumaturgiche. Il vero miracolo è la presenza di Gesù nella nostra vita.
«Gesù non ha guarito tutti i lebbrosi della Palestina, nè tutti i ciechi e gli zoppi. Pensare che l’azione dello Spirito Santo sia soprattutto concentrata ad aiutare l’essere umano fragile e debole a ritrovare una salute migliore, significa illudersi che la salute e il benessere siano il senso della vita dell’uomo. L’apostolo Paolo ci ha dimostrato che, accettando il suo male, ha trovato molto più senso, perché si è accontentato di «quella grazia che basta» (2 Cor 12:9). La potenza di Dio si manifesta anche nella «debolezza», anzi l’apostolo quasi si bea della fragilità umana, «perché, egli dice, quando sono debole, allora sono forte» (v. 10). Inoltre se la fede dovesse trovare il suo fondamento sul fatto di «vedere» segni e prodigi c’è da chiedersi se quella è veramente fede. Certamente il Signore guarisce anche oggi come fece un tempo. Il regno di Dio, ricordiamolo, viene in modo non visibile, ma nascosto. Basta la fede grande quanto «un granel di senape», il più piccolo di tutti i semi, per fare la differenza. Il miracolo quindi non può essere il marchio dell’autentica esperienza di fede, perché possono esistere anche «prodigi bugiardi» (2 Ts 2:9-11) che promettono un’esperienza luminosa ma orientano verso la menzogna» (Giuseppe Marrazzo, “Critiche e nascita del IV ecumenismo”, in Gli Ecumenismi del xx secolo, p. 104, ed. AdV, Impruneta (Fi), 2007).

Quando penso a come il Signore ha trasformato la vita di uomini e donne, la stessa mia vita, credo che il miracolo più grande che lo Spirito Santo possa compiere nel cuore di un uomo e di un donna sia la conversione. Non è un avvenimento immediato e spettacolare, ma lento e progressivo, come la crescita di una pianta che si eleva verso il cielo. È il solo miracolo rilevante in vista della vita eterna.