Cambiamento di prospettiva

Urge un cambiamento di prospettiva.
Ho sempre amato vivisezionare la mia vita per coglierne le ragioni ultime,i significati più reconditi,attraverso una assidua attività di introspezione...pressochè incessante!
Il tempo ha decretato che tutto questo non è servito ad affrancarmi dall’ansia e dal dolore.
Le radici di ogni cosa restano oscure ed imperscrutabili.
Il semplice buon senso suggerirebbe di voltare pagina,di tentare un nuovo approccio all’esistenza. Il vecchio e attuale modo di pensare non ha funzionato.
Ha solo incancrenito il mio mondo e ridotto le mie possibilità ad uno stolido rimestare le quattro teorie che mi è riuscito di elaborare nell’annoso gioco a rimpiattino con la verità.Le mie stesse sofferenze,a furia di considerarle,sono diventate protagoniste assolute dei miei giorni,rubando spazio a tutto un resto che ...sottotraccia....palpita.
La vita forse non va affrontata,nè scelta...
Forse va accolta,ascoltata,guardata....
Senza giudicarla.Senza volervi rintracciare chissà quale disegno....
C’è una sapienza...in alto come in basso....di una materia più sottile che sfugge ai nostri recettori.
Che non riguarda soluzioni o promesse di felicità...ma fa le cose giuste.Come certe malattie che rispondono alle esigenze più profonde e misconosciute di un individuo e possono condurlo alla morte...per affermare la vita vera...annegata in un fuori di se totalmente estraneo,fatto di fiori e di frutti di un’altro giardino.
Bisogna riconoscere il proprio albero ed ambire solo a lasciarlo svettare negli spazi infiniti senza interferire con potature ed orientamenti.
Ritrovare uno sguardo puro e sensazioni primarie.
Alleggerire la coscienza e riporre la spada sguainata del sapere accumulato con cui andiamo incontro al prossimo e alle cose.
Forse guardando semplicemente gli accadimenti e facendosene penetrare senza opporre resistenza si ottiene il loro contributo di ricchezza.
Nel vuoto c’è il segreto.
Come della meditazione,così della rinascita.
Vuoto del sè pneumatico che ha tiranneggiato la nostra esistenza.
Che ci ha privati del piacere,dell’evoluzione,del sogno.
Il vuoto come contenitore dove possano ritrovare sbocco le arcaiche sorgenti dell’Es.
Nirvana,estasi,consapevolezza....
Tutto torna.
Saperi antichi e antiche sapienze che la superficialità,il rumore,il caos hanno nascosto ai nostri sensi.
Nel silenzio e nell’inazione occorre riappropriarsene.
Per non dover rimpiangere un giorno di non aver mai assaporato il succo della propria essenza.

ROSARIO TISO

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